La "legge stadi" (“Disposizioni per favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi anche a sostegno della candidatura dell'Italia a manifestazioni sportive di rilievo europeo o internazionale”, disegno di legge bipartisan in discussione da anni) è in questi giorni approdata in sede deliberante alla Commissione Istruzione pubblica e beni culturali del Senato.

L'INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), il FAI (Fondo Ambiente Italiano), Italia Nostra, WWF Italia e Legambiente esprimono preoccupazione relativamente al metodo di discussione ed al merito del provvedimento.

Per ciò che riguarda il metodo, si contesta la scelta di escludere il passaggio in Aula (anche alla Camera si è fatto così, giungendo all'approvazione a metà luglio), assegnando il provvedimento al voto esclusivo della Commissione. Ciò che più preoccupa però è il merito del provvedimento, visto come troppo permissivo nei confronti delle società sportive e dei costruttori.

Se venisse approvato così come è uscito dalla Camera andrebbe in direzione opposta rispetto alla tutela del suolo e del paesaggio e al contenimento della cementificazione per cui il Governo ha recentemente presentato un ddl.

La legge stadi permetterebbe la costruzione di zone residenziali e di servizi terziari intorno agli stadi, anche quando questi ultimi sono strutture sportive con poche migliaia di posti a sedere.

Secondo il relatore della legge stadi alla Camera, il deputato di Futuro e Libertà per l'Italia Claudio Barbaro, le critiche non tengono conto la necessità di facilitare lo sviluppo di impianti sportivi per permettere al nostro Paese di giungere a standard qualitativi di eccellenza.

Il relatore in Senato è il senatore del PdL Cosimo Sibilia (ex presidente dell'Avellino Calcio) ed ha ricevuto una lettera del FAI e del WWF indirizzata a lui ed a tutta la Commissione. Nella lettera i suoi firmatari (Stefano Leoni, presidente del WWF Italia, e Ilaria Borletti Buitoni, presidente del FAI) chiedono che si valuti con attenzione le  problematicità del ddl, "che meriterebbe, non corsie preferenziali, ma da una seria e ponderata discussione in Aula".

Legambiente ha monitorato fin dall'inizio l'iter legislativo del provvedimento e, dopo che esso è stato approvato alla Camera, ha presentato un dossier che mette in evidenza i rischi, città per città, dell'entrata in vigore delle norme ivi contenute. Legambiente Lazio ha analizzato cosa accadrebbe nella capitale, dove entrambe le squadre (la Roma e la Lazio) avrebbero intenzione di realizzare un proprio stadio.

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