"Da quando ho portato SaraTommasi in ospedale, non mi do pace, ma lo rifarei perché so che deveessere aiutata, ne ha terribilmente bisogno". Così Gabriele Paolini commenta la vicenda all'indomani della messa online sul suo canale YouTube del video del ricovero della showgirl, avvenuto giovedì 4 luglio. Ad accompagnarla erano stati proprio Paolini e Nando Colelli, ex gieffino ora attore di film hard. Il "disturbatore televisivo" racconta a The Blasting News il suo tentativodi ieri di fare visita a Sara Tommasi all'Ospedale Sant'Andrea di Roma.
"Avrei voluto vedere Sara e assicurarmi che stesse meglio –racconta Paolini – ma mi è stato impedito di farle visita, con la motivazione che Sara non vuole vedere nessuno.
Non so se è una sua scelta o una decisionedell'ospedale di non farla comunicare con l'esterno, so solo che mi dispiacemolto non sapere come sta. Sono riuscito però a lasciare un lilium da farlerecapitare". Al momento dall'ospedale non arrivano conferme a riguardo.
Proprio in questi giorni Gabriele Paolini ha pubblicato sul suo canale YouTube il video del ricovero di Sara Tommasi: "Avevo io la suaresponsabilità, è stata la madre di Sara a chiedere a me e Nando Colelli diportarla in ospedale, e sapevo che aveva bisogno d'aiuto. Io e Nando abbiamocercato di convincerla a farsi ricoverare di persona, non avrei mai voluto chevenisse costretta. Non mi pento di averla portata, solo di averle mentito sulladestinazione, dicendole che stavamo andando a trascorrere una serata indiscoteca.
Prima di entrare in ospedale mi ha detto di volermi denunciare, maquesto non mi spaventa".
Paolini dice di sentirsi molto vicino a Sara Tommasi. "Sono stufo dei commenti che continuo aleggere sui social network sulla sua situazione – racconta - , che lascianopassare in secondo piano la gravità di quello che le è successo lo scorso 4luglio".
Gabriele Paolini ha voluto poi chiarire la sua posizione didisturbatore televisivo, riprendendo un articolo pubblicato su The BlastingNews. "Non definirei le mie come comparsate 'a scrocco', visto che un decimo delle stesse è pagata eorganizzata dalle reti in cui compaio. Il mio è da sempre un tentativo di decontestualizzare il prodottotelevisivo, nel quale troppo spesso viene data un'immagine terribile soprattutto delle donne".