Il fenomeno del gioco d'azzardo è stato legalizzato dallo Stato Italiano, per evitare che la criminalità  organizzata avesse il predominio sul territorio: è questa la motivazione che dovrebbe giustificare i numeri impressionanti derivanti dalla problematica sociale che coinvolge anche anziani e giovani del nostro paese.

100 miliardi di euro e leadership in Europa per l'Italia, il gioco d'azzardo rappresenta una sorta di oscena tassa sulla speranza e la disperazione. Lo stato incassa 8 miliardi da questo sintomo patologico, il 4% del pil nazionale, 3 milioni di cittadini sono a rischio Ludopatia, 15 milioni totali di giocatori, 800 mila schiavi del gioco.

Il gioco d'azzardo e le macchinette mettono a rischio i pensionati, sia uomini che donne, il 17% di giovani che si avvicinano alle slot più per noia, per gusto del rischio o per emulazione. I fenomeni che maggiormente spingono le persone anziane a  perdere la pensione alle slot-machine è il vuoto delle loro giornate, la solitudine. I nostri vecchi, inoltre, lo fanno anche per disperazione e a causa della crisi economica, cercando di sfidare la fortuna, spesso la vincita non accade e i loro risparmi finiscono nelle casse dello stato e dei loro "affiliati" .



La ludopatia (o gioco d’azzardo patologico) è stata definita una malattia, chi ne soffre non è capace di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, anche se il paziente è conscio del fatto che proseguendo a giocare si andrà incontro a gravi conseguenze. Il bisogno e la dipendenza crescono al punto che chi è affetto patologicamente da ludopatia, pur di continuare a dedicarsi al gioco d’azzardo e alle scommesse, arriva a trascurare studio e lavoro, in alcuni casi arrivando persino a commettere reati come furti o frodi.

La ludopatia può avere come conseguenza gravi problemi finanziari, compromissione dei rapporti e separazioni o divorzi famigliari, oltre che la perdita del lavoro, in casi estremi  i ludopatici arrivano anche a togliersi la vita. Di recente, il DDL 13/9/2012 n. 158 (art. 5), ha inserito la ludopatia nei livelli essenziali di assistenza (Lea), con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da questa patologia. Secondo alcuni autori, la ludopatia è la patologia da dipendenza a più rapida crescita tra i giovani e gli adulti.

Abbiamo utilizzato il termine "gioco d'azzardo" in quanto si definisce in questa forma il gioco il cui risultato  dipende maggiormente da eventi fortunati, ed in minima parte da eventi legati all'abilità del giocatore, nel momento stesso in cui si scommettono soldi sul risultato per vincere altri soldi. Ovviamente la legge italiana non permette il gioco d’azzardo ad eccezione di giochi a cui lo stesso ha concesso una  deroga.

Attualmente in Italia il gioco d’azzardo è governato dall’AAMS, Amministrazione autonoma dei Monopolio di Stato, che affida la gestione a delle aziende tramite un bando di gara. Al momento le aziende concessionarie di slot e video lottery sono 12, esse danno lavoro ad oltre 5mila imprese, utilizzate  per installare le macchinette nei vari bar e locali, per un settore che conta 120.000 addetti e interessa il 4% del Pil nazionale.

"Le macchine (slot-machine) prevedono una vincita per il giocatore del 75% e non sono tarate come molti asseriscono senza alcuna fondatezza", lo afferma Parlati (Confindustria Sistema Gioco Italia), ospite a Mattino Cinque in diretta su Canale 5, dicendosi tra l'altro fiero del fatto che i costruttori italiani di macchinette distruggi-famiglie sono anche molto apprezzati all'estero e la richiesta è molto alta.

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