Obama alla fine parlò. Per dire che la Russia ha scelto di stare dalla parte sbagliata della storia, perché viola le norme di diritto internazionale. Parole secche come fucilate, pensiero in linea con quanto desiderano sentirsi dire gli americani, da sempre un po' russofobi.

Il quadro in Crimea è surreale e paradossale, se si pensa che di fatto i russi hanno possesso di una penisola geopoliticamente strategica quasi senza fatica, senza spreco di munizioni, niente di niente. La resistenza ucraina, solida a parole, nei fatti è velleitaria. C'è la consapevolezza dell'inferiorità militare, c'è una sudditanza psicologica, c'è la percezione della sproporzione della forze in campo.

C'è insomma il senso della realtà che secondo la Merkel manca a Putin, secondo quanto la tedesca di ferro avrebbe detto ad Obama.



Il "piccolo Zar" Putin sta giocando bene le sue carte, bisogna riconoscerlo. Prima si era diffusa la voce di un micidiale ultimatum che ha fatto saltare i nervi al governo di Kiev, poi si è ritrattato. Dalla schermaglia è emerso che il coltello dalla parte del manico ce l'ha una volta ancora Vladimir Putin. L'ultimatum infatti era stato confermato dal ministro della difesa ucraino. E dunque verosimilmente c'era stato davvero.



Intanto ci corre obbligo dare notizia della conquista dei russi dello scalo strategico di Kerch, altro piccolo passo in avanti nella "presa" di un territorio per molteplici tramiti geografici e politici collegato al resto del mondo.

Gruppi filo-russi hanno inoltre occupato oggi l'amministrazione regionale di Donets, nella parte orientale dell'Ucraina, dove la maggioranza della popolazione è russofona e quindi favorevole, diremmo geneticamente, all'invasione di fatto già in corso (chi arma questi ucraini filorussi? La risposta è piuttosto semplice).

Anche sul palazzo del Consiglio regionale di Odessa ora sventola la bandiera russa.

Centinaia di manifestanti pro-Mosca hanno "preso" l'edificio e bisogna dire che le immagini viste in tv di questi energumeni che entrano da una finestra per poi disporre a piacimento di cose e persone come se nulla fosse fa una certa impressione e dà la percezione di una vera invasione.



Se Obama sceglie l'arma della dialettica cercando abilmente di isolare la Russia da un punto di vista diplomatico, il premier italiano, Matteo Renzi, invita a non lasciare nulla di intentato per arrivare al dialogo.

Francamente ci aspettavamo qualcosa di più di qualche scontata parola di circostanza da parte del nuovo che avanza. E' però sufficiente farsi un giro sui social - sempre più frequentati - per cogliere molti voci pro Putin anche in Italia, perché va riconosciuto che la questione è profondamente complessa.

I prossimi giorni saranno in ogni caso decisivi per capire quale sarà il futuro della Crimea, ma per onestà intellettuale va detto che le premesse sono al momento abbastanza preoccupanti.