Prendiamo spunto dalle notizie che arrivano, in questi giorni, dalla Gran Bretagna.

Il Primo Ministro inglese, David Cameron, del partito Conservatore (Tory Party) ha nominato quattro donne ministro in sostituzione di altrettanti uomini.

Così, mentre un uomo, William Hague, ministro degli Esteri, comunica via Twitter le proprie dimissioni, dando prova delle capacità tecnologiche del genere maschile, c'è qualcuno che, dalla caverna, urla che le neo-ministre "sono solo bamboline" e che "l'unica cosa veramente di interessante che hanno è il loro aspetto".

Riconosciamo che un'evoluzione dei pregiudizi verso le donne in politica, c'è stata, perché la frase delle bamboline l'ha pronunciata una donna, Helen Goodman, portavoce del partito di opposizione (Labour Party).

I giornali popolari inglesi hanno scandagliato l'intero guardaroba delle neo-ministre per valutarne con attenzione competenza e professionalità. Anche il trucco ed i capelli sono stati minuziosamente analizzati; tipo esame del DNA.

Ricordo l'intervista a caratteri cubitali, su un importante quotidiano italiano, ad una donna italiana, avvocato penalista nominato d'ufficio per difendere qualcuno. L'ultima domanda dell'intervista era stata: "Lei dove compra le scarpe?". A chi sarebbe potuto interessare conoscere il negozio di scarpe dopo avere parlato tre ore di estradizione e norme penali ?

Lei, ingenuamente, aveva indicato uno stilista famoso.

Il quotidiano britannico "The Guardian" (14/7/2014) in un articolo intitolato, "Che problema ha il partito Conservatore con le donne?", percepisce preoccupanti segnali dall'assoluta mancanza di donne nel "top team". Soprattutto dopo avere avuto, nel lontano 1979, un Primo Ministro donna, Margaret Thatcher durata in carica per 11 anni.

Concludendo, riesce facile capire il successo del partito femminista svedese, "Iniziativa Femminista" che alle recenti elezioni europee ha superato la soglia di sbarramento. La leader del "Feministiskt iniativ", Soraya Post, attivista per i diritti umani, di etnia rom, è entrata al Parlamento Europeo per portare a Bruxelles il punto di vista delle donne; punto di vista che non contempla la discussione sul guardaroba, sull'altezza dei tacchi ed il taglio di capelli.

Le donne continuano a parlare di questi argomenti, certo ma non nelle sedi istituzionali, dove si pensa soltanto a lavorare.

Ma guardiamo a casa nostra, in Italia.

Nel Governo Renzi abbiamo otto donne ministro (Boschi, Madia, Lanzetta, Mogherini, Pinotti, Guidi, Giannini, Lorenzin).

Sembrano tutte avere adottato un "rassicurante stile acqua e sapone".

Un articolo del Messaggero (23/2/2014) dedicato al giuramento dei ministri, era intitolato: "Governo, tra il blu elettrico e rosa shocking, le ministre si prendono la scena". Il contenuto dell'articolo segnalava vestiti bluette, lilla, kaki, marrone, delle donne ministro nel 2014.

Come erano vestiti gli uomini ministro?

L'articolo non è ancora stato pubblicato.

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