Un altro anno scolastico è ormai alle porte, per alcune regioni la campanella è suonata da già qualche giorno, il restante è pronto a ripartire, studenti alle prese con libri e insegnanti, compiti per le vacanze da recuperare e qualche pensiero di troppo sull'estate appena trascorsa. Stavolta saranno loro i veri protagonisti di questo articolo, infatti ciò che più dovrebbe interessare è il punto di vista da parte degli studenti: cosa cambierebbero della Scuola italiana?

Molti di loro odiano i programmi lunghi ed eccessivi, infatti troppi argomenti rischiano di mettere in difficoltà persino il professore che non riesce a far coincidere le lezioni con le verifiche.

Questo significa che più di uno studente su tre è costretto a studiare mnemonicamente i capitoli di un libro non per piacere della conoscenza ma semplicemente per andare bene alla verifica. iL tempo scarseggia ed è difficile per chiunque poter far proprie tante informazioni.

Un altro punto piuttosto cocente è la scelta del proprio indirizzo liceale, infatti sono tanti gli studenti che ritengono di aver sbagliato liceo, questo perché al termine del percorso scolastico delle medie un ragazzo non è ancora del tutto consapevole di quali siano le proprie attitudini e le proprie passioni, le si conosce sempre dopo e di solito è troppo tardi per cambiare scelta.

La soluzione proposta sarebbe quella di poter personalizzare il proprio percorso studi o, invece, prolungare il periodo delle medie ad un biennio dove si studiano le materie in generale per poi poterle selezionare in base alle proprie abilità così da non ritenersi degli stupidi completi semplicemente perché si è più portati per una materia anziché per un'altra.

Criticati da più studenti sono gli esami di stato, sono pochi coloro che ritengono giusto il dover essere giudicati al termine di un cinquennio solo in base ad un esame fatto da persone che poco conoscono i ragazzi con cui hanno a che fare.

Si rischia di limitare ciò che davvero nel suo profondo uno studente è rischiando di penalizzare anche la futura carriera scolastica visto che molte università tengono conto del voto finale.

Anche i libri scolastici rappresentano un ruolo da protagonisti in questo dibattito: costano troppo.Più proposte fanno riferimento al sistema scolastico canadese che garantisce libri in "affitto" e gratuiti a tutti gli studenti a patto che li mantengano in buone condizioni.

La scuola italiana è in ogni caso apprezzata dagli studenti, sono più della metà quelli che dicono che potrebbe essere migliorata senza criticarla con disprezzo. Probabilmente, però, il vero appunto che la maggior parte di loro fa è la richiesta di insegnanti giovani e stimolanti. Difatti un professore, per quanto bravo possa essere, arriva ad un certo punto della sua carriera dove perde completamente interesse per il proprio lavoro rischiando di cadere nella classica e banale lezione dove si prevede la recita di capitoli che si conoscono a memoria, un atteggiamento che crea barriere tra studente e professore.

Cosa errata: il vero obiettivo di ogni scuola è quello di saper coinvolgere il futuro cittadino, farlo appassionare alla propria materia e soprattutto aiutarlo nel raggiungimento della propria identità. L'Italia, infatti, non ha bisogno di futuri cittadini grigi e tutti uguali, non ci servono ragazzi che studiano solo per il voto più alto, abbiamo bisogno di persone pensanti con una propria personalità, nessuna abilità vale meno di un'altra se la si sa potenziare, c'è bisogno di passione per ciò che si studia e di coinvolgimento a 360°, le scuole dovrebbero ricordare in primis quale è il loro e vero scopo e non sottovalutare ciò che sono in grado di fare.

Probabilmente il professore ideale che a tutti viene in mente è Mr Keating (Robin Williams) de L'Attimo Fuggente. L'Italia è una nave che ha bisogno di bravi piloti, i più audaci dovrebbero essere in grado di guardare la propria vita sotto diverse prospettive e sentirsi "capitani" della propria esistenza.

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