Ogni giorno la Politica italiana partorisce novità,alcune di maggior interesse di altre, qualcuna utile al bien vivre della nostra società e del nostro paese, qualcun’altra meno, decisamente meno. Questa volta la trovata è quantomeno geniale, ironicamente parlando, è una via di mezzo tra il tragicomico e l’imbarazzante; in una sola parola: fertilityday.

Analizziamo bene di cosa si tratta

È una giornata,si parla di day infatti, in cui vengono celebrate la fertilità e la procreazione, fertility appunto. Quasi pubblicizzate come se fossero oggetti da utilizzare e non sprecare, come dei beni pubblici, come l’acqua potabile.

Divertenti, sempre nel senso tragicomico di cui parlavamo prima, anche gli slogan in cui si ha dato libero sfogo ad una fantasia pubblicitaria quasi da brivido, appositamente per questo evento:

  • «la bellezza non ha età, la fertilità sì», quindi prima che scada il termine, che scatti “l’ora x”, prima che la vostra fertilità vada incontro alla sua fine, fate figli. Al diavolo il pensiero di come dovrete poi mantenerli questi figli, procreate finchè siete in tempo; perché parliamoci chiaro: un futuro non lo vediamo per noi stessi, giovani che cercano quotidianamente e disperatamente un lavoro, figuriamoci cosa dovremmo sperare di dare ai nostri discendenti.Se non si ha un lavoro e si dipende ancora daiproprigenitori, come si puòpensare di poter offrire un futuro, o anche solo una vita, ad un altro essere umano? Se il nostro paese non offre possibilità ai giovani di oggi come possono avere possibilità i giovani di domani?
  • Passiamo a «la fertilità è un bene comune», cui andrebbe aggiunto, sulla scia di quanto detto sino ad ora, “e fare figli porterà a mali comuni”; sembra appunto una campagna dell’acqua potabile; e poi non si considera il polo opposto: la sterilità, Ministro? Come definirebbe la sterilità allora? Probabilmente una sfiga comune. Anche se poi bisognerebbe aspettarsi non poche critiche, non che a questo fertility day sia andata molto meglio, basta aprire facebook per capire
  • «Genitori giovani, il modo migliore per essere creativi». Già, perché se sei giovane e ti nasce un figlio, in italia nel 2016, ti tocca per forza essere creativo. Soprattutto se non hai un lavoro o ne hai uno precario, che ti dà giusto quei due soldi che usi per uscire con gli amici la sera.È questo che dovrebbe fare oggi un giovane, Ministro: dovrebbe godersela questa giovinezza, dovrebbevivere senza l’ansia della “fertilità con la scadenza”; e se anche scade lasciala scadere ’sta fertilità, che di soluzioni alternative ce ne sono tante.
  • L’ultima, la perla: «la Costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile». Tutela, non incita. La costituzione non fa pressioni, non vedo perché sfruttarla per farle dire qualcosa che in realtà non dice. L’accento poi andrebbe posto sugli aggettivi «cosciente e responsabile» e non sul sostantivo «procreazione». Il ministro punta sul tema fertilità, ma la Costituzione punta su quello della responsabilità. Anzi se proprio vogliamo dirla tutta sono due opposizioni: da un lato abbiamo chi ci incita a fare figli prima che la nostra fertilità faccia la muffa, ammesso che la possibilità di procreare ci sia stata offerta; dall’altro abbiamo la carta più potente del nostro paese, che tutela la procreazione se fatta con coscienza e responsabilità, quindi con la testa. Nel senso: pensaci bene prima di farlo.

Pensate sia una scelta semplice?

No.

Non lo è. È forse la scelta più difficile che si possa prendere in una vita intera. Perché non è come comprare casa, o come trasferirsi in un’altra città in un altro paese o continente. Non puoi decidere in un giorno; oppure puoi anche farlo, ma devi farlo con la testa. Non è una decisione da prendere “di pancia”.

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