4 dicembre. È tempo di seggi. Oggi la propaganda, spesso inopportuna, a tratti esasperante, lascia il posto ai voti. In queste ore scopriremo se tutte le parole, le accuse, gli appelli in TV, nelle piazze, via radio, sui social (e chi più ne ha, più ne metta) hanno raggiunto le orecchie e i cuori (e soprattutto le opinioni) degli italiani. Si vota dalle 7 alle 23, senza bisogno di quorum, quindi ogni Sì e ogni No si caricano di un peso specifico rilevante. L’invito di entrambe le fazioni politiche, è di andare a votare, per onorare il proprio status di cittadini.

Oggi gli italiani si dividono in 2 fazioni: chi voterà a favore e chi contro la riforma Renzi – Boschi.

C'è chi dice Sì

Chi ha tanta voglia di cambiare e poca pazienza per aspettare il prossimo treno. Chi crede che sia un ‘Sì o mai’, perciò meglio cogliere la palla al balzo. Chi crede che la rotta debba essere invertita, e che la trova in parte già sia stata raddrizzata. Per chi ha creduto fin dal primo momento nel fenomeno Renzi, e per chi è salito sul suo carro in corsa.

A chi alla riforma ci ha creduto subito, e chi l’ha apprezzata dai quesiti, presentati nella loro forma più nuda e cruda (e forse incompleta) sulle tessere elettorali, quasi a prova di No.

C'è chi dice No

Chi non ne può più. Chi non è contento di come sta, ma che non ha fretta di cambiare, se si cambia così, in un modo che non ritiene consono alla storia del nostro Paese ed adeguato alla grandezza della nostra Costituzione.

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Matteo Renzi

Chi non si fa ingannare da un testo presentato bene ma che reputa falso, incompleto e confuso, 3 aggettivi che assocerebbe a Renzi, insieme a qualcun altro meno educato. Chi ha smesso di farsi illusioni riguardo alla politica, ed ora se non vede i fatti non è disposti ad azzardare, perché la crisi fa più paura se vista da vicino.

E a seconda della risposta alla domanda del referendum, gli italiani scelgono anche il futuro che vorrebbero per il proprio Paese.

Se vincesse il Sì

Un’italia nuova ma allo stesso confermata sulla falsa riga di quanto fatto vedere nei 1000 giorni e spiccioli del governo Renzi. L’ex premier di Firenze a detta sua e di tutti quelli che come lui sostengono il Sì non guadagnerebbe poteri ulteriori, ma avrebbe un’iniezione di fiducia morale e popolare difficile da arginare dalle opposizioni.

Se vincesse il No

Il voto subito, una nuova Costituzione scritta a più mani, conformemente con quanto l’idea della democrazia punterebbe a sostenere.

Nuove elezioni richieste a gran voce da Lega Nord, Movimento 5 Stelle ,Sinistra Italiana (questi ultimi 2 partiti hanno portato al Tar del Lazio il testo del Referendum perché ritenuto pacatamente invogliante a far votare), e Forza Italia. Un No a questo cambiamento, per averne uno migliore e subito dopo.

Queste le carte in tavola, questi gli esiti possibili. In queste ore si fa la storia. Ma che vinca il Sì o che vinca il No, l’Italia è e deve rimanere solida, coesa, unita.

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