Almeno per quanto riguarda le relazioni internazionali, non si può definire un buon inizio quello dell'amministrazione Trump. L'ex generale Mattis, soprannominato "cane pazzo", nuovo segretario alla difesa degli Stati Uniti, nelle ultime settimane ha rilasciato dichiarazioni abbastanza dure nei confronti di alcuni paesi. Definendo l'Iran come il più grande sponsor del terrorismo, la Russia come il nemico numero uno, e minacciando un intervento negli affari territoriali della Cina, il capo del Pentagono ha messo in imbarazzo il presidente Trump.

Bugie per alimentare tensioni

Le affermazioni di Mattis non possono essere suffragate da prove, Cina, Iran e Russia non rappresentano una minaccia, la verità è sicuramente un'altra e sotto gli occhi di tutti. In questo momento ci sono solo due paesi con grandi aspirazioni egemoniche: Israele e Stati Uniti d'America. Inoltre sia israeliani che statunitensi non hanno mai avuto remore ad appoggiare e finanziare il terrorismo, direttamente e indirettamente. Se analizziamo bene la storia, Israele terrorizza i palestinesi da più di settant'anni. Gli Stati Uniti terrorizzano tutti i paesi che non si piegano al loro imperialismo. I gruppi terroristici conosciuti sono creazioni del governo statunitense.

Al Qaeda fu creato dall'amministrazione Carter al fine di affrontare l'occupazione sovietica in Afghanistan. L'Isis è una creatura di Barak Obama e Hillary Clinton, nato per rovesciare Gheddafi in Libia e poi inviato in Siria per spodestare Assad. Anche il rovesciamento del governo eletto in Ucraina, che ha causato il successivo intervento della Russia, è opera dell'amministrazione Obama.

Il prossimo obiettivo è l'Iran

L'Iran viene dipinto dal governo statunitense e dai media occidentali come il male assoluto. Bisogna ricordare che l'ultima volta che l'Iran ha avviato una guerra di aggressione, è stata nell'ultimo decennio del 1800, per riconquistare dei territori che aveva perso in un conflitto precedente contro i russi.

Forse la più grande colpa di Iran e Siria è quella di non essersi piegati al volere degli Stati Uniti, rifiutando di diventare stati vassalli. Non è da escludere che dietro le minacce statunitensi all'Iran ci sia la mano oscura di Israele. L'obiettivo di creare un grande stato ebraico dal Nilo all'Eufrate, è sempre il cavallo di battaglia dei sionisti, per loro Palestina e Libano meridionale sono solo l'inizio. Se l'amministrazione Trump non riuscirà ad affrancarsi dal potere che Israele esercita sulla politica estera degli Stati Uniti, e sui voti del Congresso, la guerra sarà inevitabile. Per 24 anni, prima con Clinton, poi con Bush e Obama, il mondo ha visto realizzarsi le minacce statunitensi, che hanno portato morte e distruzione in diversi paesi. Adesso tocca a Trump.