Un'America dimenticata, quella contenuta nel nuovo film, "Il diritto di contare" del regista Theodore Melfi che ha fatto incetta di candidature al Golden Globe ed agli Oscar 2017? Sembrerebbe di sì, a giudicare dalle cronache quotidiane odierne che parlano di D.J.Trump che allestisce bandi e dazi verso tutto e tutti.

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Ma allora l'aspirante ingegnere Mary Jackson (Janelle Monae), la dirigente de facto Dorothy Vaughan (Octavia Spencer) e l'analista matematica Katherine Johnson (Taraji P. Henson) di che epoca fanno parte... Le tre donne di colore a partire dagli anni '50 e fino ai primi anni '60 furono le protagoniste silenziose della lotta alla conquista dello Spazio, capitolo della Guerra Fredda. Mary divenne la prima donna ingegnere aereo spaziale, Dorothy diresse la divisione per i calcoli della prima macchina calcolatrice Ibm 70, Katherine fu l'artefice dei calcoli che portarono il pilota John Glen in orbita terrestre e lo riportarono a terra.

Octavia Spencer, Taraji P. Henson e Janelle Monae le tre protagoniste del film
Octavia Spencer, Taraji P. Henson e Janelle Monae le tre protagoniste del film

Accanto a questi tre mostri di bravura artistica, un vibrante Kevin Costner nei panni di Al Harrison - il capo divisione dei lanci spaziali in Virginia - che fu artefice anche dell'integrazione umana e professionale di Katherine. Spicca anche la figura della burocrate pentita Vivian Mitchell nell'interpretazione nervosa di Kirsten Dunst (ex "Fargo"). Era un tempo in cui i contrasti politici, razziali, militari, la lotta per i diritti civili, squassavano il Paese ma l'America aveva in sé gli anticorpi per ricondurre ad Unum le istanze ex pluribus: anche sul piano delle ambizioni personali.

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Professionalità e Scienza del cuore potevano portare ad esercitare di fatto o giuridicamente un "diritto di contare", che faceva rima con "avere parte" e "merito". Il tutto scandito dalle musiche in apparenza inconciliabili di Pharell Williams e di Hans Zimmer, insieme all'altro compositore, l'ectoplasma Benjamin Wallfisch che non conosciamo. Il risultato è un film che esalta l'intelligenza che non è solo capacità di leggere la realtà ma anche comprensione delle ragioni che ci legano agli altri.

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