È il turno della seconda prova per gli studenti italiani alle prese con l'esame di maturità. Per licei scientifici prova di matematica, densa di problemi, fra cui spicca il discusso problema della bicicletta con le ruote quadrate. Per le scienze umane, invece, saggio di economia e diritto, proprio come un anno fa, quando gli studenti erano stati messi alla prova con gli articoli della Costituzione riguardanti la scuola.

Al classico la versione è di Seneca

Quest'anno però, una sorpresa ha accolto gli studenti dei licei classici: per la materia prevista, ovvero latino, è stato scelto il brano Il valore della filosofia di Seneca.

Non appena sui vari social si è diffusa la notizia, di cui Tgcom24 è stato fra i primi a parlare, si è immediatamente alzata un'ondata di critiche sui social network. Senza nemmeno bisogno di leggere la versione, infatti, molti studenti hanno commentato immediatamente la notizia, essendo questo brano di Seneca molto noto a chi ha studiato la lingua latina.

Dopo le aspre critiche nei confronti delle tracce dei temi della prima prova, quindi, il Miur non ha nemmeno un giorno di pace: la versione di latino è giudicata quasi all'unanimità così facile che, a detta di alcuni, la si può tradurre anche senza l'uso del dizionario.

Una versione...troppo filosofica

Se bastasse giudicare il messaggio della versione, allora la scelta sarebbe perfetta. Essa, infatti, è ricca di riflessioni sul valore della filosofia, in grado di far fronte al fato e ai problemi esistenziali della vita. Un messaggio, insomma, sempre valido, che ribadisce l'attualità della letteratura latina.

Peccato che la seconda prova non serva a offrire messaggi poetici agli studenti, ma a valutarli in base alle loro competenze.

Lo sanno bene gli studenti dei licei scientifici ai quali, per il secondo anno di seguito, i problemi di matematica stanno offrendo un valido motivo per criticare il livello di preparazione eccessivamente alto che viene loro richiesto, soprattutto rispetto agli altri licei.

Inoltre, questa seconda prova troppo semplice non è un caso isolato: l'anno scorso i fortunati erano stati i maturandi delle scienze umane, i quali avevano dovuto affrontare un commento alla Costituzione Italiana, ma con la possibilità, da regolamento, di portare con sé all'esame una versione priva di commento della Costituzione stessa. Insomma, era stata una prova per metà già risolta dal Ministero stesso.

E non si pensi che siano solo gli altri maturandi a criticare la facilità di questa versione di Seneca. I diplomati al liceo classico degli anni precedenti, infatti, non si sono astenuti dal far notare che, quando era toccato a loro fare la seconda prova, il Miur non era stato altrettanto pietoso.

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