Quanto scaturito dai risultati elettorali del 4 marzo 2018 ha impedito la realizzazione di 'progetti politici in pectore' che da più parti si conservavano gelosamente. Per effetto di tali risultati, la politica ha dovuto adeguarsi a nuovi scenari. Lunedì 23 aprile 2018, il Capo dello Stato ha convocato al Quirinale il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, per conferirgli l'incarico esplorativo, al fine di verificare la possibilità di una maggioranza per la formazione di un Governo.

L'indagine, ora, è rivolta all'area M5S-PD, dopo quella esplorata dalla Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, non andata a buon fine per un'eventuale intesa tra pentastellati e centrodestra. Dopo aver ringraziato il Presidente Mattarella per l'incarico ricevuto, Roberto Fico ha detto che svolgerà il suo compito, partendo da un punto fondamentale, e cioè dai temi.

Forze emergenti dalle elezioni

Il Presidente Fico dovrà riferire al Capo dello Stato il risultato delle consultazioni che terrà con tutti i partiti, entro due giorni da oggi e, cioè, entro giovedì prossimo.

Non vi sono motivi validi di mantenere uno stallo che blocca il nostro Paese che ha bisogno di un Governo con pieni poteri. Luigi Di Maio ha precisato che il M5S non è interessato alla vecchia politica: poltrone e accordi sotto banco. Per coerenza, lo stesso partito è invece interessato a cambiare l'Italia e battersi per la soluzione dei problemi dei cittadini. A nulla valgono le narrazioni distorte, messe in giro ad arte, nei confronti del M5S, nelle quali si presenta lo stesso come 'affamato di potere, e rigido nelle decisioni': sempre no.

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Matteo Salvini

L'elettorato ha sempre ragione

L'elettorato ha capito, e lo ha dimostrato di recente, anzi domenica scorsa, alle elezioni regionali del Molise. Il centrodestra ha vinto col 49% circa, con una lista composta da nove partiti: un bel 'gruppone'. Se però esaminiamo i risultati dei singoli partiti, all'interno del listone, ci rendiamo conto che il contributo di Forza Italia è stato di circa il 9%, con una perdita di circa 6 punti rispetto alle elezioni del 4 marzo scorso.

La Lega, col suo 8% è rimasto allo stesso punto di marzo scorso, con una lieve flessione. Fratelli d'Italia invece ha incrementato il risultato, passando dal 3,1% di marzo al 4,4% ultimo L'apporto complessivo dei tre partiti anzi citati, è del 21% circa. Nelle stesse elezioni regionali, il M5S ha ottenuto il 38,5% circa, con un calo di circa 6 punti rispetto a marzo scorso. Lo stesso calo ha subito il PD che ha riportato il 9% circa.

Infine LeU ha subito un calo di mezzo punto, con un risultato del 3,2%. Come si può notare, tutti, quasi, hanno subito flessioni e la causa principale è il basso numero di votanti (meno del 53 % degli aventi diritto): astenersi con la solita litania dei vincitori. In sintesi, ha vinto il Cdx, ma il primo partito è il M5S.

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