L'intelligenza artificiale è entrata anche nelle scuole e pone una domanda sempre più attuale: si possono utilizzare strumenti come ChatGPT, Claude e Gemini in classe? La risposta è sì, ma con alcune precauzioni. Non esiste un divieto generale all'uso dell'IA nella didattica, mentre restano fondamentali le disposizioni vigenti, le regole dell'istituto e le indicazioni del docente.

Un riferimento importante è rappresentato dalle Linee guida del Ministero dell'Istruzione e del Merito del 9 agosto 2025, dedicate all'introduzione dell'intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche.

L'obiettivo è promuovere un utilizzo responsabile della tecnologia, senza sostituire il ruolo educativo degli insegnanti e tutelando i diritti degli studenti.

L'Ai a supporto dei docenti

Per i docenti, l'IA può essere un valido supporto nella preparazione delle lezioni, nella creazione di esercizi, nella semplificazione dei testi e nella progettazione di attività personalizzate. Le risposte generate, tuttavia, devono essere sempre verificate: questi strumenti possono commettere errori o fornire informazioni inesatte.

Particolare attenzione va riservata alla privacy. È opportuno evitare di inserire nei chatbot nomi degli alunni associati a valutazioni, diagnosi, certificazioni, PEI, PDP o altri documenti riservati, salvo utilizzi adeguatamente valutati e autorizzati nel rispetto della normativa.

La scuola deve inoltre valutare gli strumenti adottati e le relative condizioni di trattamento dei dati.

Anche per gli studenti servono regole trasparenti. L'IA può aiutare a comprendere un argomento o a correggere un testo, ma non dovrebbe diventare un mezzo per consegnare come proprio un lavoro interamente generato. Durante verifiche ed esami occorre rispettare le indicazioni specifiche della prova.

La sfida, dunque, non è vietare o consentire tutto, ma educare a un uso critico e consapevole dell'intelligenza artificiale. Per le scuole diventa importante definire criteri condivisi, formare il personale e spiegare agli studenti opportunità e limiti di questi strumenti.

L'IA può essere una risorsa per la scuola, purché rimanga uno strumento al servizio dell'apprendimento e non un sostituto del pensiero critico.