Chi arriva a scuola con una buona preparazione disciplinare può scoprire rapidamente che conoscere bene la propria materia non è sufficiente. Una parte importante del lavoro consiste nel creare le condizioni perché quella materia possa essere insegnata e appresa: E quando questo non accade, è facile chiedersi: “Dove sto sbagliando?”

La risposta, nella maggior parte dei casi, non è cercare una formula magica per ottenere immediatamente il silenzio. La gestione della classe è una competenza che si costruisce nel tempo, attraverso esperienza, osservazione e confronto con i colleghi.

Il primo passo: non trasformare la lezione in uno scontro

Quando una classe non ascolta, la reazione più spontanea può essere quella di alzare la voce, diventare più severi o cercare di dimostrare immediatamente chi è l'adulto che “comanda”.

Ma la gestione della classe non dovrebbe diventare una gara di forza. L'obiettivo non è ottenere obbedienza attraverso la paura, ma costruire un ambiente nel quale gli studenti sappiano che cosa ci si aspetta da loro e comprendano che le regole vengono applicate in modo coerente.

Questo significa che autorevolezza e severità non sono sinonimi. Un docente autorevole può parlare con calma, essere disponibile all'ascolto e avere una relazione positiva con gli studenti, senza per questo rinunciare alle regole.

Al contrario, un docente che urla continuamente rischia di perdere progressivamente efficacia: se la voce alta diventa la normalità, aumenta il volume dello scontro ma non necessariamente l'attenzione.

Per chi è alle prime armi, può essere utile ricordare una regola semplice: non è necessario vincere ogni confronto. È necessario mantenere la direzione della lezione.

Poche regole, chiare e soprattutto coerenti

Una classe ha bisogno di sapere quali sono i comportamenti attesi. Non è però necessario iniziare l'anno con una lista infinita di divieti. È più efficace individuare poche regole essenziali, formulate in modo concreto. Per esempio:

  • quando qualcuno parla, gli altri ascoltano;

  • durante un'attività si lavora sul compito assegnato;

  • non si interrompe continuamente la lezione;

  • non si insultano o si aggrediscono i compagni;

  • i dispositivi vengono utilizzati secondo le indicazioni del docente.

La questione fondamentale non è soltanto stabilire le regole, ma applicarle con coerenza.

Se una determinata condotta viene tollerata un giorno e sanzionata il giorno successivo, gli studenti ricevono un messaggio poco chiaro. La coerenza non significa reagire sempre nello stesso modo a ogni situazione. Significa mantenere fermi i criteri fondamentali. È anche importante evitare minacce che non si potranno o non si vorranno mantenere.

Dire “alla prossima volta uscirai dalla classe” o “prenderai una nota” e poi non dare seguito a quanto annunciato può indebolire la credibilità dell'intervento. La gestione della classe non consiste nel controllare ogni singolo movimento degli studenti, ma nel creare le condizioni per lavorare.

La relazione viene prima della lezione, ma non sostituisce le regole

Costruire una relazione positiva con gli studenti è importante. Conoscere i loro nomi, interessarsi alle loro esperienze, ascoltarli quando hanno qualcosa da dire e riconoscere i loro progressi contribuisce a creare un clima di fiducia. Ma la relazione non significa diventare amici degli studenti.

Il docente mantiene un ruolo diverso. Una relazione educativa efficace può includere disponibilità e ascolto, ma anche limiti chiari. Un ragazzo deve poter percepire che il docente è disposto ad ascoltarlo, ma anche sapere che alcune regole non sono oggetto di una trattativa continua.

Questo equilibrio si costruisce nel tempo. Esistono però alcuni principi che possono aiutare soprattutto chi è alle prime esperienze: chiarezza, coerenza, capacità di osservazione, gestione dei conflitti, relazione educativa e collaborazione con i colleghi.

Soprattutto, è importante non confondere una classe difficile con un fallimento personale. Imparare a gestire un gruppo di adolescenti è parte del mestiere dell'insegnante e, come ogni competenza professionale, richiede tempo per essere acquisita.

Il docente non deve ottenere il silenzio a ogni costo. Deve costruire, giorno dopo giorno, le condizioni perché una classe possa lavorare e imparare.