Elezioni europee 2014, anche i sondaggi elettorali di Ballarò divulgati nella puntata dell'8 aprile, riguardano le intenzioni di voto Ipsos ai partiti riferendosi a questo evento elettorale per cui gli italiani esprimeranno il loro voto in Italia il 25 maggio.

Ma il presidente Ipsos Pagnoncelli, come sempre offre anche altri Sondaggi politici per testare il sentiment degli italiani sulla situazione politco economica. Nella puntata di ieri sera di Ballarò i quesiti riguardavano l'opinione sulla riforma delle province e su dove si dovrebbe andare a incidere per tagliare la spesa pubblica. Ma cominciamo dalle intenzioni di voto.

Sondaggi Elezioni Europee 2014: Ballarò Ipsos 8 aprile

PD - PSE 33,9%

M5S Peppegrillo.it 22,3%

Forza Italia - Berlusconi 20,5%

Lega Nord 5,8%

NCD - Alfano - UDC - PPE 5,3%

Scelta Europea con Guy Verhofstadt (Scelta Civica - Centro Democratico - Fare per Fermare il Declino) 3,4%

L'Altra Europa con Tsipras 3,1%

Fratelli d'Italia-An - Meloni 3,0%

Altri partiti 2,7%

In conclusione, si cominciano a vedere simboli e alleanze oltre ai classici partiti. Ma curiosità a parte, il primo dato da segnalare è relativo alle forze politiche che superano la soglia di sbarramento del 4%, livello minimo necessario per ottenere i seggi al Parlamento Europeo.

Attualmente oltre ai soliti noti, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Forza Italia, anche Lega Nord e il Nuovo Centro Destra che però ha avuto bisogno di accorparsi con l'UDC, otterrebbero la loro piccola vittoria per le Elezioni Europee.

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Altri sondaggi politici Ipsos-Ballarò 8 aprile 2014

Gli italiani sono divisi sulla riforma delle province, il 46% crede che sia un atto positivo e tanto atteso. Ma il 43% pensa che sia solo un'azione di facciata che non porterà alcun risparmio.

Interrogati sui tagli della spesa pubblica, ecco le risposte con riferimento ai settori da colpire. Un plebiscito a favore dei tagli del personale della Pubblica Amministrazione, lo vorrebbero il 54%. Il 17% vuole siano effettuati sui militari e le forze dell'ordine, il 10% ai Comuni, il 5% alle Pensioni e solo il 2% alla Sanità.