Papa Francesco è diventato papa il 13 marzo 2013 e fin da subito è piaciuto a tutti i fedeli, soprattutto per la sua dolcezza e la sua schiettezza. È un papa che deve confrontarsi con immense sfide: in mezzo a guerre, crudeltà ed interessi economici a discapito dell'umanità, portare il messaggio di pace è sempre più difficile. È proprio questa la sfida che si è proposto Papa Francesco con un'importante aggiunta: essere portatori di pace non vuol dire far finta che le cose brutte non avvengano, ma affrontarle e credere nella speranza.

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Il Papa affronta con serenità il tema della corruzione

In un'intervista a "Civiltà Cattolica", Papa Francesco parla della corruzione e degli scandali intorno agli abusi sessuali in vaticano. Senza mezzi termini ammette che sono due realtà che riguardano lo Stato della Chiesa. In particolare per quanto riguarda gli abusi sessuali, il Papa fa un importante discrimine: qualcuno potrebbe prendere questi abusi come la lotta ancestrale tra il bene ed il male, come il diavolo che ha corrotto i cuori degli uomini devoti al bene.

Ma il Papa, durante l'intervista, afferma che gli abusi sono sintomo di qualcos'altro che alberga nell'uomo: "è una malattia". Secondo il Papa infatti per sconfiggere gli abusi sessuali, le persone coinvolte vanno viste come malate.

La chiesa deve ascoltare i giovani

Sempre nell'intervista però Papa Francesco ammette anche la sua serenità: "io sono in pace" dichiara. E svela il suo metodo quando si trova davanti ad un problema: "scrivo un biglietto a San Giuseppe e lo metto sotto una statuetta che ho in camera mia".

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Questa dichiarazione mostra come la semplicità certe volte riesce molto di più rispetto a qualcosa di complesso e macchinoso. Per questo di fronte agli scandali di corruzione afferma la sua serenità: nel suo discorso fa leva sul discernimento come quella capacità in grado di guidare l'umanità. Ogni cosa deve mantenere la sua dinamicità ed il nuovo compito della chiesa è quella di ascoltare i giovani con le loro riflessioni ed idee.