Quattro persone sono rimaste ferite nella notte a Manlleu. Un gruppo di occupanti dei Comitati di difesa del referendum sull'indipendenza, intenzionato a difendere il seggio elettorale predisposto nella giornata di ieri, si trovava sullo stipite della porta della scuola Puig Agut quando, da un fucile ad aria compressa, sono partiti alcuni colpi. Lo riferisce il quotidiano catalano La Vanguardia: la Polizia sta indagando, ma per il momento non ci sono arresti né sospettati. Nella giornata di ieri alcuni secessionisti catalani hanno occupato diverse scuole a Barcellona per garantire il normale svolgimento delle votazioni.

"Non ci sono scuse per giustificare la violazione di un diritto così importante come quello del voto", ha dichiarato Omar Sanchis, studente di 29 anni e sostenitore del referendum sull'indipendenza.

Governo centrale

Intanto il governo spagnolo ha severamente vietato i voli di aerei privati ed elicotteri in occasione del referendum sull'indipendenza di domani: è già stato chiuso, quindi, lo spazio aereo sopra Barcellona. Madrid avrebbe, poi, intimato a Google di bloccare le applicazioni create per le votazioni, ma Puigdemont non si preoccupa: per la catalogna sono sufficienti i seggi allestiti in due scuole.

Il portavoce del governo spagnolo, Inigo Mendez de Vigo, continua ad assicurare alla Spagna ed all'Europa che domani non si terrà alcun referendum sull'indipendenza: "Siamo di fronte ad un caso di disobbedienza costituzionale contro una democrazia europea ben consolidata.

Puigdemont dovrà rispondere in ogni caso davanti al Tribunale."

Risposta catalana

Abbiamo molte più urne del necessario", ha dichiarato il governatore catalano, "il referendum si terrà e verrà portato a termine nonostante tutti gli interventi del governo centrale mirati ad interrompere e bloccare il nostro referendum. Ci hanno sequestrato tutto il materiale elettorale ed hanno arrestato civili innocenti.

Noi abbiamo il diritto di votare per la nostra indipendenza e voteremo."

I secessionisti catalani avrebbero, infatti, occupato due scuole a Barcellona per garantire il regolare svolgimento delle votazioni e su Twitter, una "piattaforma di scuole aperte per il referendum" ha pubblicato le immagini di vari luoghi adibiti a seggi elettorali.

Il portavoce del governo catalano, Jordi Turull, ha confermato che l'1 ottobre si potrà votare in tranquillità dalle ore 8.00 alle ore 20.00 nonostante il duro divieto proveniente dal governo centrale. "Non stiamo facendo male a nessuno, nè noi, nè i cittadini della Catalogna", conclude Turull. L'Europa, nel frattempo, rimane intenta ad osservare, lo riferisce il portavoce della Commissione Europea: "noi non faremo niente. Come tutto il mondo staremo ad osservare ed a controllare lo svolgersi degli eventi".

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