Non sembra avere pace il continente asiatico. Oltre le continue tensioni che coinvolgono la Corea del Nord e il suo leader Kim Jong-un, gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone; un altro scenario non proprio pacifico potrebbe aprirsi in estremo oriente.

A far temere il peggio è stato il discorso del potentissimo presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, pronunciato poche ore fa al 19° congresso del Partito Comunista cinese. Le parole del leader della Repubblica popolare, potrebbero riaccendere una miccia il cui stato è quiescente da molto tempo.

Un discorso lungo 3 ore quello di Xi, il cui punto forte è stato quello della svolta nazionalistica cinese. Il presidente in carica ha sottolineato con fermezza che "Il sangue è più denso dell’acqua" e per questo è tempo che le tre isole di Macao, Hong Kong e soprattutto Taiwan si ricongiungano alla terra madre abbandonando qualsiasi velleità indipendentista.

Qual è però la differenza tra le 3 situazioni? Mentre Macao e Hong Kong godono di uno status speciale ma non hanno problematiche di sorta con Pechino, notoriamente Taiwan è un’isola autoproclamatasi indipendente, che intrattiene relazioni con 19 paesi oltre la Città del Vaticano, che ha fatto parte in passato dell’ONU, ma di cui la Cina non riconosce lo status.

Taiwan sempre più sola

La Repubblica di Cina, conosciuta comunemente come Taiwan, è lo stato formatosi all’interno dell’omonima isola, dopo la sconfitta degli attivisti democratici nella guerra civile cinese nella prima metà del '900. Così come la repubblica popolare rivendica autorità sulll’isola di Taiwan, così Taiwan rivendica autorità sull’intera Cina continentale.

La posizione taiwanese tuttavia è sempre stata di minoranza e gradualmente le è stata sempre preferita la Cina popolare.

Come accennato, sono solo 19 più il Vaticano i Paesi che attualmente riconoscono Taiwan. Da poco, i taiwanesi hanno perso anche l’appoggio di Panama, che ha preferito intavolare relazioni con lo stato di Xi Jinping.

Una situazione questa, che si sta ripetendo spesso per i taiwanesi, specialmente da quando la Cina ha dato una svolta importante alla sua politica economica.

Allo stato attuale, i paesi che riconoscono l’Isola come stato sono: El Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Burkina Faso, Swaziland, Kiribati, Isole Marshall, Nauru, Palau, Isole Salomone, Tuvalu, Belize, Repubblica Dominicana, Nicaragua, Paraguay, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine.

Relazioni sempre più tese

Le relazioni tra le due Cine non sono idilliache e nulla può vietare di pensare che in un futuro non troppo lontano la Cina popolare decida di riprendere con la forza possesso dell’isola di Taiwan. Dal canto suo, la presidentessa della Repubblica di Taiwan Tsai Ing-wen ha sposato la linea della fermezza e rifiuta di riconoscere qualsiasi dipendenza di Taiwan dalla Cina continentale.

Non sorprenderebbe comunque che gli Stati Uniti possano meditare un intervento a favore della Cina Democratica pur non riconoscendola ufficialmente.

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