La mozione presentata martedì scorso alla Camera dal Pd contro il governatore uscente della Banca d’Italia Ignazio Visco (pur senza fare direttamente il suo nome) ha scatenato un terremoto politico-istituzionale. I retroscena ricostruiti dalle maggiori testate giornalistiche, descrivono il premier Paolo Gentiloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella infuriati con Matteo Renzi. Il segretario Dem, infatti, ordinando questa irrituale sfiducia nei confronti del numero uno di Bankitalia, ha messo nell’angolo i vertici delle Istituzioni italiane, costretti adesso o a riconfermare Visco per certificare la propria autonomia (ipotesi al momento più gettonata), oppure piegarsi al ricatto politico renziano architettato, questa l’opinione di molti commentatori, per coprire lo scandalo Banca Etruria durante la campagna elettorale.

Ed è proprio la banchetta fallita dove lavorava Pier Luigi Boschi ad aprire uno squarcio sul ruolo della figlia Maria Elena Boschi (attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio) nella vicenda. La Boschi sapeva ed avrebbe partecipato alla stesura del testo. Ignara di tutto, invece, Anna Finocchiaro, ministro per i Rapporti con il parlamento. Border line, invece, il comportamento della inconsapevole Laura Boldrini, presidente della Camera.

Il ruolo di Maria Elena Boschi nell’affaire Visco

Secondo Francesco Manacorda di Repubblica, che riporta i retroscena delle reazioni rabbiose di Palazzo Chigi, la mozione Pd anti Visco in Bankitalia sarebbe una “bomba” scritta dal capogruppo Dem alla Camera, Ettore Rosato, con la “fattiva collaborazione” di Maria Elena Boschi.

Anche se Rosato sostiene che il governo Gentiloni fosse stato informato, secondo Manacorda il sottosegretario Boschi, si sarebbe “ben guardata dall’informare i suoi compagni di governo”, soprattutto Gentiloni e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, oltre a Mattarella. Si spiega così la nota, anch’essa irrituale, fatta filtrare dall’inquilino del Quirinale a poche ore dall’approvazione della mozione.

Anche Il Giornale berlusconiano, attraverso la penna di Fabrizio Boschi (solo omonimo di Maria Elena), riporta indiscrezioni di ambienti renziani secondo cui “dietro alla gravissima ingerenza del Pd nel tempio sacro di Banca d'Italia, ci sia, non a caso, la manina di Mariaele”, definita come “anima nera” del ‘complotto’ contro Visco.

Anche Fabrizio D’Esposito, sul Fatto Quotidiano, riporta la presunta reazione di Gentiloni: “Maria Elena sapeva della mozione e non me l’ha detto”. Significativo, inoltre, il racconto di un pranzo istituzionale tenutosi ieri, 18 ottobre, al Quirinale dove la Boschi è stata vista “appartata, abbacchiata e silenziosa”.

Finocchiaro rabbiosa, Boldrini inconsapevole

Ben diversi e differenziati i ruoli ricoperti da altre due donne delle istituzioni. Sempre secondo la ricostruzione fornita dal Fatto, il ministro per i Rapporti con il parlamento, Anna Finocchiaro, in questi giorni sarebbe “l’immagine della rabbia” perché ignara di quanto il suo partito stava architettando. Diverso l’atteggiamento tenuto da Laura Boldrini.

La presidente della Camera viene descritta come inconsapevole e priva di “percezione” di quanto stava accadendo. Non complice, dunque, ma quantomeno distratta.

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