Venerdì 15 marzo 2013 si aprivano i lavori della XVII Legislatura del Parlamento Italiano. Molti i nodi da sciogliere. Dal punto di vista strettamente politico, era innanzitutto necessario superare il Porcellum, con una legge elettorale che avvicinasse il popolo alle Istituzioni. Così il percorso delle Riforme, che comunque era molto difficoltoso visto che non c'era una maggioranza omogenea, partì con una consultazione online promossa dall'allora ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello. L'avvicendamento tra Letta e Renzi interruppe questo percorso.

Renzi propose, insieme alla riforma costituzionale, l'Italicum. Questo sistema elettorale venne smantellato dalla Corte costituzionale, e Renzi, che intanto si era dimesso dopo la sconfitta del 4 dicembre al Referendum costituzionale, propose a questo punto il ritorno al Mattarellum, ma tale proposta non si è discussa nemmeno nelle aule del Parlamento. Lo scorso giugno sembrava che i maggiori partiti avessero raggiunto un accordo su un sistema misto: il Rosatellum. L'ampia alleanza però non resse il voto segreto in aula, e in poco tempo naufragò, a causa dei "franchi tiratori".

Qual'è la situazione oggi, a pochi mesi dalla fine della legislatura?

La Camera ha approvato il Rosatellum bis, una rivisitazione della legge proposta a giugno.

Ancora un sistema misto (36% Maggioritario e il resto Proporzionale) senza preferenze, con la possibilità di candidatura multipla. Ora non tanto è necessaria una riflessione sul metodo con cui si è arrivati alla riforma. Tuttavia sarebbe interessante soffermarsi su un punto: l'attuale legge elettorale condannerà il prossimo Parlamento allo stallo perché da un lato non garantisce la governabilità, dato che il sistema multipolare della politica italiana non garantisce maggioranze stabili, e di questo dato di fatto, il sistema elettorale non tiene assolutamente conto.

In più non garantisce nemmeno la rappresentanza a causa di previsioni come la candidatura multipla e la cosiddetta norma salva-Verdini che permette ad un candidato italiano di candidarsi nella circoscrizione esteri anche se residente in Italia. Per di più molti costituzionalisti ritengono che la Corte Costituzionale potrebbe smantellare anche questo sistema.

E quindi il prossimo Parlamento potrebbe avere gli stessi problemi di quello attuale: scarsa legittimazione e soprattutto distanza forte con il popolo.

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