La mozione di sfiducia contro il governatore di Bankitalia Vincenzo Visco, presentata martedì scorso dal Pd alla Camera, sarebbe in parte frutto della volontà di vendetta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, e della sua famiglia, a causa delle sanzioni comminate da Visco al padre Pier Luigi, ex dirigente di Banca Etruria. Un conflitto di interessi degno, insomma, del miglior Silvio Berlusconi. A sostenere questa tesi è il senatore di Articolo 1-Mdp Miguel Gotor, dato come molto vicino a Pier Luigi Bersani. Le accuse di Gotor piombano come un macigno su una situazione già complicata.

I maggiori quotidiani, infatti, riportano i retroscena del caso Visco e Bankitalia, descrivendo il premier Paolo Gentiloni come ignaro del contenuto del testo della mozione, dei suoi contrasti con Matteo Renzi e del ruolo di raccordo tra le diverse anime del Pd (contrari e favorevoli alla mozione) svolto da Anna Finocchiaro (ministro dei Rapporti con il parlamento). Ma ‘l’anima nera’ che avrebbe architettato il colpo basso contro Visco, Gentiloni e, persino, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, risponde secondo Gotor al nome di Maria Elena Boschi.

L’attacco di Gotor contro Maria Etruria

La mozione contro Visco ha riportato sotto i riflettori il presunto conflitto di interessi di Maria Elena Boschi e della sua famiglia nel caso Banca Etruria.

Miguel Gotor, senatore bersaniano, sostiene di voler semplicemente mettere “in fila dei fatti”. E ricorda come il padre del sottosegretario, Pier Luigi, già dirigente e poi vicepresidente di Banca Etruria, abbia subito ben tre sanzioni pecuniarie, comminate dalla Vigilanza di Bankitalia, chez Visco. Gotor dà per certo il fatto che la mozione contro il numero uno di Palazzo Koch sia stata presentata “in segreto”, con la piena consapevolezza della Boschi che, sostiene, avrebbe dei “conti da regolare”.

Insomma, ecco la frase ad effetto (riportata questa mattina dal Fatto Quotidiano): “Viene il sospetto che ci troviamo di fronte anche a una ritorsione privata della famiglia Boschi contro il governatore di Bankitalia”. Un conflitto di interessi divenuto col tempo addirittura “gigantesco”.

Le tre sanzioni contro Pier Luigi Boschi

Il padre di Maria Elena Boschi, Pier Luigi, ha fatto il suo ingresso nel cda della banca aretina nel 2012 per divenirne poi vicepresidente nel 2014. La prima multa di 144mila euro comminata da Bankitalia nei suoi confronti risale al 2014, con l’accusa di gravi mancanze nella gestione del credito e nei controlli interni. La seconda sanzione, risalente al 2016, gli impone di pagare altri 130mila euro. La terza e ultima multa, stavolta decisa dalla Consob, è dell’estate 2017 e ammonta a 120mila euro. Quasi 400mila euro che Pier Luigi Boschi si dice non in grado di pagare perché si dichiara incapiente.

La storia recente di Banca Etruria

Ricordiamo che il commissariamento di Banca Etruria arriva nel 2015, seguito a stretto giro di posta dal decreto cosiddetto ‘salvabanche’, varato dal governo Renzi con l’astensione (dice lei) dell’allora ministro per le Riforme Maria Elena Boschi.

Seguono, nel dicembre 2015, le mozioni di sfiducia contro di lei, proprio per presunto conflitto di interessi. La Boschi nega tutto, ma diversi indizi, tra cui il libro di Ferruccio De Bortoli (che la accusa di essersi rivolta all’ad di Unicredit Federico Ghizzoni per chiedergli di salvare Banca Etruria), la inchioderebbero alle sue responsabilità. Una vicenda che Gotor definisce “impressionante” perché Visco ha dichiarato di aver sempre informato l’allora premier delle sue azioni, e perché la mozione di cui la Boschi era a conoscenza segue l’attacco sferrato da Renzi contro Visco nel suo ultimo libro.

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