La giornata di domenica 5 novembre è stata caratterizzata dalle elezioni nella regione Sicilia e nel municipio X di Roma, a Ostia. In Sicilia si è tenuta la prima tornata elettorale con lo statuto speciale senza ballottaggio, mentre la cittadina laziale è andata al voto dopo lo scioglimento della maggioranza e il commissariamento per infiltrazioni mafiose.

La Sicilia al voto

Tra i cinque candidati alla presidenza della Regione Sicilia, è riuscito a spuntarla il rappresentante del centrodestra, Nello Musumeci, con 35 seggi su 70, portandosi a casa il 39.7% dei voti, grazie al sostegno di alcune liste civiche, di Forza Italia (confermatosi primo partito della coalizione col 16%), Lega Nord e Fratelli d'Italia-An, fermi solo all'8%.

A soli 5 punti percentuali di distanza si è piazzato secondo Giancarlo Cancellieri, candidato del Movimento 5 Stelle. Possiamo dire che il ritorno in campo di Silvio Berlusconi ha contributo notevolmente alla vittoria di Musumeci. Tuttavia, gli stati generali del Movimento 5 Stelle si sono dichiarati vincitori morali di queste elezioni, perché dal lontano 2012 sono riusciti ad ottenere un grosso incremento di preferenze, arrivando al testa a testa finale.

Ostia al voto

Dopo un lungo periodo di commissariamento prefettizio, il municipio X di Roma è andato finalmente al voto. I candidati approdati al ballottaggio che si terrà il 19 novembre sono Giuliana Di Pillo del Movimento 5 Stelle con il 30.2% delle preferenze, e Monica Picca del centrodestra al 26.7%.

Da notare la scalata al 9% di Casapound con Luca Marsella, aspetto da non sottovalutare, con il movimento che ha parlato addirittura di risultato storico e del tentativo di arrivare, a questo punto, a Montecitorio.

La débâcle del PD

Sia in Sicilia che ad Ostia, i risultati della sinistra sono stati una "Caporetto". Miccari, candidato del PD in Sicilia, non è riuscito ad arrivare neanche al testa a testa conclusivo.

Non è andata meglio al candidato di Ostia, Athos De Luca, inchiodato al 13% senza nemmeno raggiungere il ballottaggio. La colpa del crollo della sinistra può essere sicuramente attribuita al malcontento della gente, emerso durante i quattro governi degli ultimi anni, al quale si è aggiunta la spaccatura venutasi a creare nell'intera area di centro-sinistra.

In una nota ufficiale, Luigi Di Maio ha comunicato l'annullamento del confronto televisivo con Matteo Renzi, non ritenendolo più il "nemico" da affrontare.

L'astensionismo, nota dolente

La giornata Politica di domenica è stata caratterizzata dall'astensionismo, come spesso capita di recente. In Sicilia, la percentuale di voto si è fermata solo al 47%: sono stati pochissimi i siciliani recatisi alle urne rispetto al 2012. Il dato peggiore riguarda Ostia con appena il 36% di votanti; un'affluenza ai minimi storici, se si pensa che gli elettori chiamati in causa erano 185mila circa, e che hanno votato solo in 67mila.

A parlare di buona politica siamo tutti capaci, ma è troppo facile voler cambiare le cose restando a casa seduti sul divano o navigando sul web.

Le parole vengono portate via dal vento. Viviamo in un paese democratico, i nostri predecessori hanno fatto di tutto per renderci dei cittadini liberi, e adesso sta a noi portare avanti la battaglia dei nostri avi. Su questo aspetto dovranno lavorare molto tutti i partiti politici, in vista delle elezioni politiche e regionali che si terranno nel Lazio, per combattere la piaga dell'astensionismo.

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