Quello di Paolo gentiloni è un nome “spendibile” per Palazzo Chigi. Se il cambio di strategia politica del Pd, praticamente imposto dalla continua emorragia di voti dal partito in tutte le recenti tornate elettorali, non fosse già stato suggerito dallo stesso Matteo Renzi, le ultime dichiarazioni di Ettore Rosato dovrebbero essere considerate come un vero e proprio ammutinamento. Il capogruppo Dem alla Camera, padre della nuova legge elettorale Rosatellum, invece, durante la trasmissione radiofonica Radio Anch’io di questa mattina, non ha fatto altro che ribadire la nuova linea del Pd: cercare di dare vita ad una coalizione di centrosinistra il più ampia possibile, senza dover necessariamente designare Renzi come candidato premier.

D’altronde, vista l’aria di sconfitta che tirava in Sicilia e a Ostia, era stato lo stesso segretario, durante l’assemblea programmatica del Pd della settimana scorsa a Napoli, a suggerire il nuovo corso del centrosinistra, pena l’ulteriore riduzione di consensi per il partito del Nazareno. Intanto, sullo sfondo, comincia a delinearsi la figura del vero antagonista di Renzi: Pietro grasso.

Rosato incorona Gentiloni candidato premier del centrosinistra

È un Ettore Rosato deciso e insolitamente sicuro di sé, quello che questa mattina, ospite della trasmissione radiofonica Radio Anch’io, ha fissato i nuovi paletti della strategia politica del Pd a trazione renziana. La necessità riscontrata dal capogruppo Dem alla Camera, alla luce delle batoste elettorali in Sicilia e a Ostia, è quella di dare vita, sono parole sue, ad una “alleanza più ampia possibile” tra partiti e movimenti ascrivibili al centrosinistra, che abbia anche “un programma concordato”.

Rosato ricorda che già alcuni giorni or sono, durante la conferenza programmatica del Pd tenutasi a Napoli, il segretario del partito Matteo Renzi era stato “chiaro”, confermando di avere l’intenzione di “lavorare per portare a Palazzo Chigi il Pd, non necessariamente Renzi”. Visto che la nuova legge elettorale che porta il suo nome non prevede la designazione anticipata, prima delle elezioni, di un “leader di coalizione”, ogni partito farà corsa a sé e solo dopo, ad urne chiuse, si faranno i conti e chi avrà preso più voti sarà designato automaticamente come candidato premier.

Un po’ come accade nel centrodestra tra Salvini e Berlusconi. Ma Rosato non riesce proprio a trattenersi e un nome su tutti lo fa: quello di Paolo Gentiloni, l’attuale presidente del Consiglio che, a suo modo di vedere, sarebbe “un nome spendibile per Palazzo Chigi”.

L’ombra di Pietro Grasso come nuovo leader del centrosinistra

Intanto, però, anche altri tasselli si stanno muovendo all’interno della coalizione di centrosinistra, al momento esistente solo allo stato gassoso. Un nome su tutti è quello di Pietro Grasso. L’attuale presidente del Senato, uscito dal Pd in polemica con il metodo di approvazione proprio del Rosatellum, viene ormai tirato per la giacchetta da molti: prima proposto come leader della sinistra di Bersani e D’Alema e adesso addirittura impredicato di prendere le redini del centrosinistra. Si dice che la sua linea telefonica si sia fatta bollente negli ultimi giorni.

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