La Ong Mediterranea sfida Matteo Salvini e con il suo veliero Alex, carico di 54 migranti raccolti vicino alle coste libiche, si trova a 12 miglia da Lampedusa. Il Ministro dell’Interno conferma la chiusura dei porti e il divieto di sbarco. malta autorizza l’ingresso nel porto di La Valletta, ma gli umanitari rifiutano e chiedono che, in caso, siano le motovedette delle autorità italiane e maltesi ad occuparsi del trasferimento dei profughi. Un nuovo caso Sea Watch è alle porte.

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Il veliero Alex di Mediterranea fermo a 12 miglia da Lampedusa

Che si stesse profilando un nuovo braccio di ferro tra le Ong e Matteo Salvini lo si era capito già nella serata di giovedì 4 luglio, quando il veliero Alex della Ong italiana Mediterranea Saving Humans aveva reso noto di aver recuperato 54 profughi in acque libiche e aveva puntato la sua prua dritta verso Lampedusa, considerato il porto sicuro più vicino.

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Immediatamente era arrivato l’altolà del Ministro dell’Interno, il quale aveva caldamente consigliato agli umanitari di dirigersi verso la Tunisia oppure verso Malta. E così, alle prime luci dell’alba di venerdì 5 luglio, Alex è giunto a 12 miglia dall’isola siciliana, costretto però a fermarsi dal divieto imposto dalle autorità italiane. Poi, l’ennesimo colpo di scena: Malta offre il porto della capitale, La Valletta, per lo sbarco dei profughi ‘ospiti’ di Mediterranea, ma la Ong rifiuta con la scusa che la loro imbarcazione non sia attrezzata per coprire una distanza così grande.

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Matteo Salvini

Malta andrebbe pure bene, dicono da bordo della Alex, ma i migranti devono essere trasbordati con altre imbarcazioni, quelle della guardia costiera maltese e italiana.

Lo scambio di messaggi sui social tra Matteo Salvini e la Ong italiana

A spiegare gli ultimi sviluppi del caso Mediterranea e del suo veliero Alex fermo al largo di Lampedusa, ci pensa direttamente Matteo Salvini. Il leader della Lega spiega su Facebook che le “autorità marittime maltesi hanno dato alla nave dei centri sociali indicazione di dirigersi verso il porto di La Valletta”.

Ma Mediterranea ha rifiutato di dirigersi verso Malta, considerata un “porto europeo sicuro”. Stante il divieto di sbarco in Italia, secondo Salvini il rifiuto della Ong rappresenta “l’ennesimo atto di disobbedienza, violenza e pirateria”. Ovviamente le motivazioni addotte da Mediterranea sono di segno totalmente opposto. “Abbiamo risposto che Alex - si legge sul profilo ufficiale Twitter dell’organizzazione - a causa delle condizioni psicofisiche delle persone a bordo e delle caratteristiche della nave, non è in grado di far fronte al passaggio di attraversamento del mare a Malta.

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Ma potremmo trasferire i relitti a motovedette maltesi o italiane”.

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