Legalizzare la cocaina per prosciugare i pozzi da cui si abbeverano le organizzazioni criminali di tutto il mondo. La proposta avanza dallo scrittore Roberto Saviano è piombata come un fulmine a ciel sereno nel dibattito italiano sulla legalizzazione delle droghe, incrostato ormai da decenni sulla possibilità di rendere legale la cannabis. Ma se, solo per quanto riguarda la marijuana, le posizioni delle due opposte fazioni di favorevoli e contrari alla legalizzazione sembrano inesorabilmente inconciliabili, figuriamoci se si prova a passare dalle droghe leggere a quelle pesanti, come appunto è la cocaina.

E, infatti, la sparata di Saviano ha scatenato la reazione furiosa non solo dei cosiddetti benpensanti, ma anche dei movimenti politici di destra, con in testa la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Se il leader leghista si è limitato a scrivere su Facebook “questo è pericoloso”, riferito ovviamente all’autore di Gomorra, la Meloni si è spinta oltre, scomodando persino la memoria di Paolo Borsellino, il magistrato trucidato dalla mafia nel 1992 che si era dichiarato più volte totalmente contrario alla legalizzazione delle sostanze stupefacenti.

La proposta di Roberto Saviano: ‘La cocaina andrebbe legalizzata’

La bomba mediatica sulla legalizzazione della cocaina, Roberto Saviano la scaglia alla 76^ Mostra del Cinema di Venezia, durante la presentazione di Zerozerozero, la nuova serie tv del regista Stefano Sollima (Romanzo Criminale e Gomorra, le serie), tratta dall’omonimo romanzo scritto da Saviano nel 2013. Forse proprio per questo, per farsi pubblicità scrivono le malelingue, lo scrittore napoletano ha dichiarato che la cocaina “andrebbe legalizzata” perché “solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali”.

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Ma non solo perché, secondo Saviano, legalizzare una sostanza come la coca “trasformerebbe l’economia mondiale” cambiando le cose. Insomma, secondo Saviano è impossibile combattere con i divieti la diffusione di una sostanza che ‘tira’, in tutti i sensi, perché, spiega, “ti attiva con il mondo, al contrario dell’eroina che ti disattiva”.

La risposta di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini

Come è facilmente immaginabile, parole di questo tipo non potevano certo lasciare indifferenti i campioni italiani della guerra alla droga, qualsiasi essa sia, spinelli compresi.

Matteo Salvini, come già accennato, ha lasciato passare quasi un giorno per rispondere a quella che viene considerata una provocazione di Roberto Saviano. “La cocaina ti attiva con il mondo”, questo passaggio dell’intervista di Saviano lo ha colpito particolarmente, inducendolo a definire “pericoloso” il suo eterno rivale. Ma niente di più. È stata Giorgia Meloni, invece, a sventolare per prima la bandiera del proibizionismo per rispondere allo scrittore.

Per la bisogna è stato richiamato in servizio persino Paolo Borsellino, il magistrato siciliano ammazzato nel 1992 insieme all’amico Giovanni Falcone dalla mafia corleonese di Totò Riina. “Saviano impari dalle parole di un vero esponente dell'antimafia come Paolo Borsellino invece di dire idiozie - ha scritto la Meloni su Facebook - quanto ancora dovremmo subire la propaganda di questi cattivi maestri?” Ma cosa pensava Borsellino della legalizzazione delle droghe?

“Mi sembra che sia da dilettanti di criminologia - queste le sue parole riportate dalla leader di Fd’I - pensare che liberalizzando il traffico di droga sparirebbe il traffico clandestino”. Insomma, con enorme delusione di Saviano, legalizzare la cocaina non servirebbe a nulla.

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