Maurizio Belpietro preoccupato dai numeri forniti dall'Istat. L'Istituto nazionale di statistica ha diffuso i dati relativi all'occupazione per il mese di aprile. Cala drasticamente il numero degli occupati, ma si assottiglia notevolmente anche quello dei disoccupati. Un "segnale pessimo" secondo il direttore del quotidiano La Verità.

La responsabilità della crisi economica italiana, secondo Belpietro, sarebbe in parte da ascrivere all'incapacità dimostrata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Per questo motivo, e per evitare guai peggiori, il giornalista chiede al premier di "mollare" la poltrona di Palazzo Chigi.

I dati Istat: ad aprile crollano occupazione e disoccupazione

Nella giornata di mercoledì 3 giugno l'Istat ha diffuso i dati su occupazione e disoccupazione relativi al mese di aprile. "Mercato del lavoro a picco", commenta il quotidiano Repubblica. Ad aprile, infatti, il calo degli occupati ha riguardato ben 274.000 (ex) lavoratori, quello che l'Istat definisce una "marcata diminuzione". A fronte di questi numeri, però, non aumenta il numero dei disoccupati.

Il dato relativo alla disoccupazione scende infatti dall'8 al 6,3%, facendo segnare una drastica discesa del numero delle persone in cerca di un impiego (meno 484.000).

Maurizio Belpietro sui numeri Istat: 'Pessimo segnale'

I dati dell'Istat vengono commentati sul suo giornale da Maurizio Belpietro.

In un fondo pubblicato sulla prima pagina de La Verità, completato da un tweet del giornalista, si legge a lettere cubitali nel titolo: "Se Giuseppi non molla il volante andiamo a sbattere".

La tesi di Belpietro è che la responsabilità di questa crisi economica sia da addossare al governo giallorosso.

"Ad aprile la disoccupazione è scesa dall'8 al 6,3% - scrive Belpietro - in tempi normali questa sarebbe stata una buona notizia, però quelli attuali non sono tempi normali: la percentuale diffusa dall'Istat non può essere interpretata come un segnale incoraggiante, ma pessimo".

Belpietro: 'Qui si rischia di dover indossare il giubbotto antiproiettile'

Maurizio Belpietro motiva la sua posizione spiegando che, dopo questo periodo di chiusure dovuto al nuovo coronavirus, centinaia di migliaia di italiani che hanno perso o non avevano un lavoro, sono ormai scoraggiati e non lo cercano neanche più. Per questo, oltre al numero degli occupati, sarebbe calato così drasticamente anche quello dei disoccupati. "In due mesi di arresti domiciliari per epidemia la forza lavoro si è contratta di 400.000 unità", accusa Belpietro.

Un quadro della situazione che contrasterebbe però con l'azione del governo Conte che non riesce a distribuire i denari promessi attraverso i decreti approvati.

L'invito rivolto al parlamento, e non al premier, è quello di fare in fretta perché, conclude Belpietro, "altro che Gilet arancioni, qui si rischia di dover indossare il giubbotto antiproiettile".

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