“Fratelli Bianchi, due uomini/fogna, chi dice che sono ‘fascisti’ è un imbecille”, sono queste le parole con le quali Giampiero Mughini descrive la vicenda di Colleferro e dei gemelli di Artena con una lettera inviata a Dagospia e pubblicata sul portale online il 10 settembre. Subito dopo aver esordito con un “Caro Dago”, Mughini avvia dunque il suo libero sfogo riguardo al pestaggio mortale del giovane Willy, assumendo fin da subito una dura presa di posizione nei riguardi dell'episodio.

Mughini: 'Fuori luogo i riferimenti al fascismo'

Nella lettera scritta per Dagospia, il celebre opinionista, giornalista e scrittore si fa portavoce dell'idea che le cause che hanno scaturito il pestaggio non sarebbero da ricercarsi nelle tesi sostenute dall'influencer Chiara Ferragni la quale, pochi giorni fa, si era espressa a favore della visione secondo cui l'omicidio di Willy sarebbe accaduto principalmente per colpa della "cultura fascista" del nostro paese.

Il richiamo alla dittatura degli anni ’30 e dunque alla cultura di matrice fascista per spiegare la tragedia di Willy denoterebbero, secondo Mughini, una certa ignoranza sul tema. Infatti, come afferma il giornalista, “fermo restando l’orrore di quel massacro [...] trovo assolutamente fuori luogo il riferimento al ‘fascismo’ [...]. Appioppare a questi due uomini/fogna la qualifica di ‘fascisti’ conclude Mughini – non solo è da imbecilli, ma non aiuta minimamente a spiegare l’atroce realtà che i due rappresentano".

La replica di Feltri a Daria Maraini: 'Se esistesse ancora il fascismo, io sarei antifascista'

Sostenitore di una tesi molto vicina a quella di Mughini è anche l'ex direttore di Libero Vittorio Feltri che ad Adnkronos ha dichiarato di non aver “mai conosciuto un fascista” e che “se ci fossero i fascisti, se esistesse ancora il fascismo”, lui sarebbe "antifascista".

Ma visto che non ci sono i fascisti” prosegue lo stesso Feltri – mi sembra ridicolo fare l’antifascista, cioè l’antinulla”.

Tali affermazioni sono una risposta alle posizioni sostenute dalla scrittrice Daria Maraini che, sulla Stampa, aveva condiviso l'opinione di Chiara Ferragni, sostenendo quindi che l'omicidio di Willy fosse il risultato di una "mentalità primitiva" scaturita sempre da una "cultura fascista" ancora molto diffusa in Italia.

L'ex direttore di Libero ha concluso infine la sua replica, dichiarando che parlare oggi e a tutti i costi di fascismo "significa non avere un argomento serio" per interpretare questi episodi di violenza.

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