Mancano ormai meno di due settimane al 4 dicembre. La data è quella in cui entrerà in vigore il nuovo Dpcm per il quale, al momento, sono vive diverse discussioni. Il governo varerà nuove norme da cui dipenderanno le restrizioni finalizzate al contenimento del contagio, tenendo conto di altre necessità. Prima fra tutte quelle di dare un posto di privilegio al Natale, sia sotto il profilo affettivo e religioso, ma anche dei consumi. Giorno dopo giorno le indiscrezioni crescono e la linea sembra ormai tracciata. A farsi strada sembra esserci la volontà di evitare che le festività natalizie si trasformino in nuovo Ferragosto, ragion per cui si metterà in atto una strategia finalizzata ad evitare il più possibile la mobilità delle persone.

Ora che le misure sembrano funzionare, non c'è voglia di disperdere quanto di buono fatto con il Dpcm in vigore dal 6 novembre.

Coronavirus: spostamenti extra-regionali nel mirino

L'Italia, nelle prospettive del governo, viaggia verso una situazione in cui tutte le regioni a dicembre potrebbero diventare gialle. In linea teorica questo potrebbe rendere possibile i movimenti interregionali. Adesso sembra intrapresa la strada in cui, almeno nel periodo festivo, saranno autorizzati unicamente gli spostamenti extra-regione motivati da cause di stringente necessità, lavoro o salute. Le uniche aperture potrebbero riguardare i ricongiungimenti di parenti stretti, ma solo tra genitori e figli, coniugi o partner conviventi. Gli altri dubbi riguardano l'eventuale facoltà di raggiungere le seconde case.

Pochi dubbi invece sul fatto che, a partire dal 4 dicembre, i negozi potranno ampliare il loro orario di lavoro fino alle ore 22. Grandi magazzini e centri commerciali dovrebbero poter restare aperti anche nel fine settimana, non subordinando il lavoro alle sole attività essenziali. Al momento non ci sono rumors sulle zone rosse dove molte attività commerciali al dettaglio non possono restare aperte, ma la sensazione è che per poter rialzare la serranda dovranno auspicare che la loro area diventi quantomeno arancione.

Tuttavia, l'andamento generale, come detto lascia ben sperare per tutto il territorio nazionale.

Covid: coprifuoco limitato, ma resta

Il coprifuoco, invece, partirà dalle 23 o dalle 24 e non più dalle 22 come attualmente. Poi si potrà tornare, salvo motivazioni stringenti, a circolare dalle 5 del mattino. Si attendono nuove valutazioni per la Vigilia di Natale, alla luce del fatto che la Messa natalizia notturna parte in orario coperto da divieto.

Il Ministro Speranza, ai microfoni di La 7, ha fatto capire che si sta ragionando su soluzioni ad hoc. Stesso discorso si può dedurre per la notte di Capodanno, ricordando come per quella notte saranno vietati ogni tipo di eventi, manifestazioni, veglioni.

Riaperture bar e ristoranti: meno allentamento di quel che si pensava

Anche in queste occasioni festive dovrebbero restare chiusi bar e ristoranti, almeno la sera. Le attività di ristorazione non dovrebbero veder cambiare nulla delle regole in atto sia nelle zone rosse che in quelle arancioni. Gli esercenti del settore dovranno sperare (e così potrebbe essere in larga parte del territorio nazionale) che la propria area diventi gialla. Esclusa, al momento, la possibilità che si possa aprire nelle tarde ore pomeridiane.

Si potrà operare in loco solo entro le 18 e partire dalle 5. Dopo restano possibili asporto e consegna a domicilio.

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