Matteo Salvini preoccupato per i bambini a Natale. Il leader della Lega, ospite del talk show Omnibus, in onda su La7 giovedì 26 novembre, lancia un appello al governo Conte per chiedere a tutti di “non rubare il sogno ai bambini”. Salvini si sofferma prima sulla questione della probabile chiusura delle piste da sci durante le vacanze natalizie. La sua preoccupazione è rivolta quasi esclusivamente alle condizioni dei lavoratori legati al business della settimana bianca. Il leader della Lega invita l’Italia ad adeguarsi alle decisioni che verranno prese dagli altri Paesi alpini europei come Francia, Austria, Germania e Slovenia.

Poi, l’appello in favore di un Natale per i bambini.

Matteo Salvini sull’apertura delle piste da sci a Natale

Ospite di Omnibus nella mattinata di giovedì 26 novembre, Matteo Salvini viene chiamato ad esprimere la sua opinione sul periodo di Natale alle porte e sulla questione della possibile chiusura delle piste da sci preannunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, anche se la decisione definitiva non è stata ancora presa. Il leader della Lega concorda con la conduttrice Gaia Tortora sul fatto che sia già tardi per decidere. “La gente chiede semplicemente di sapere cosa dovrà fare. Per la scuola, per il negozio. Non tanto per lo sci - dichiara Salvini - non è un problema di andare a farsi una tavola di snow a Madonna di Campiglio.

Non è un problema di come svagarsi ma che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori e 20 miliardi di euro di incassi per le aziende italiane”.

‘Niente sci se situazione sanitaria a rischio a Natale’

“Quindi, se c’è una situazione sanitaria a rischio ancora a Natale, è evidente che l’ultima delle cose da fare è prendere la cabinovia per andare a sciare - precisa il leader della Lega - ma come si può pensare adesso al 26 novembre, già a dire agli italiani che il primo gennaio dovranno stare a casa, quando in Svizzera gli impianti sono aperti.

Austria, Francia, Germania e Slovenia si stanno preparando per aprirli? - si domanda polemicamente - Quindi, o c’è un problema che coinvolge tutti e tutti si sacrificano, oppure non possiamo essere circondati ai confini da Paesi che fanno una cosa e noi facciamo l’esatto contrario”.

Salvini preoccupato per i bambini

Ma, “al di là del lavoro che per molti è vita”, prosegue Salvini, “faccio un appello se qualcuno del governo ci sta guardando, visto che si parla del Natale un giorno sì e un giorno no con un mese di anticipo, non rubiamo il sogno ai bambini.

Noi adulti ce la faremo in qualche modo, ma per i bimbi il Natale è il giorno che si attende tutto l’anno. Il giorno di Gesù bambino, di Babbo Natale, dei nonni, delle sorelline, della mamma e del papà. Nessuno pensa ai veglioni con 150 persone o alle feste di Capodanno di fantozziana memoria - mette in chiaro il leghista - però già dire a novembre ‘statevene a casa, fate il Natale via Skype, fate i regali su Amazon’ (non va bene ndr). Aspettiamo e confidiamo nel fatto che i sacrifici che gli italiani stanno facendo, ci portino a fare un Natale quantomeno in famiglia”, conclude.

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