Donald Trump bannato a tempo indeterminato dai social network a causa del rischio che possa incitare alla violenza con i suoi post. È questa la motivazione ufficiale con cui, prima Facebook e poi Twitter, hanno deciso di bloccare gli account ufficiali del presidente uscente degli Stati Uniti d’America. Trump reagisce annunciando di essere in trattativa con altri siti internet e di stare valutando la possibilità di dare vita ad una propria piattaforma social. Ma non tutti in Italia sono d’accordo con quello che considerano un atto di censura. È il caso ad esempio di Vittorio Sgarbi e di Massimo Cacciari, notoriamente molto distanti politicamente, ma uniti nella protesta contro Mark Zuckerberg e i vertici di Twitter.

Twitter e Facebook bloccano gli account ufficiali di Donald Trump

Il primo a decidere di bloccare l’account di Donald Trump a tempo indefinito, o almeno fino all’insediamento ufficiale di Joe Biden alla Casa Bianca il 20 gennaio, è stato Mark Zuckerberg. Il fondatore di Facebook ha scritto un lungo post sulla sua piattaforma per schierarsi apertamente contro quanto accaduto a Washington, incolpando il presidente uscente di aver sobillato la folla anche attraverso Fb. Troppo alto secondo Zuckerberg il rischio che Trump possa ancora incitare alla violenza i suoi sostenitori attraverso il suo social network. Twitter, invece, dopo un breve ban di 12 ore, aveva inizialmente deciso di riammettere Trump nella sua comunità, salvo poi cambiare repentinamente idea nella giornata dell’8 gennaio.

Account personale di Trump bloccato dunque definitivamente da Twitter.

La replica di Trump: ‘Vogliono far tacere me e 75 milioni di americani’

Con il suo account personale di Twitter bloccato, Donald Trump si è servito di quello ufficiale Potus (President of the United States, ndr) per avvertire i suoi fan di quanto stava accadendo. Prima che anche questo account venisse chiuso, Trump è riuscito ad informare di essere già in trattativa con altri siti e di stare valutando se costruire una nuova piattaforma social.

“Twitter si è spinta ben oltre il vietare la libertà di parola - ha accusato Trump - e stasera i suoi dipendenti si sono coordinati con i democratici e la sinistra radicale per rimuovere il mio account dalla loro piattaforma, per far tacere me, voi e i 75 milioni di americani che mi hanno votato. Avevo previsto che sarebbe accaduto”.

La reazione di Sgarbi e Cacciari

Se Fb e Twitter non sembrano avere dubbi nel considerare un pericolo per la democrazia Donald Trump, Vittorio Sgarbi e Massimo Cacciari la pensano in maniera opposta. Il primo a dire la sua è stato, proprio su Twitter, il critico d’arte. “Due società private, Facebook e Twitter (che non fanno mistero di sostenere politicamente i democratici, cioè gli avversari di Trump) che censurano un presidente americano eletto democraticamente: questo è un vero attentato alla democrazia”, denuncia Sgarbi.

Critica simile mossa anche dal filoso veneto. “È inaudito che imprenditori privati possano controllare e decidere loro chi possa parlare alla gente e chi no”, alza la voce Cacciari secondo il quale dovrebbe essere una autorità politica indipendente, e non certo il Mark Zuckerberg di turno, a decidere quali messaggi “osceni” cancellare dalla rete, compresi quelli di Trump. Cacciari considera una “cosa pazzesca” che sia invece lui a farlo. “Uno dei sintomi più inauditi del crollo delle nostre democrazie. Perché come oggi è Trump, domani potrebbe essere chiunque altro, e lo decide Zuckerberg. È una cosa semplicemente pazzesca”, chiosa sconsolato Cacciari.

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