Nella giornata di ieri, 6 aprile, si sono tenute a Vienna le prime consultazioni tra Stati Uniti e Iran, nel tentativo di cercare di salvare l’accordo internazionale sul nucleare iraniano (Jcpoa). I colloqui però sono stati indiretti, infatti la delegazione statunitense non si è seduta al tavolo con quella iraniana ma si sono tenuti colloqui separati con i diplomatici dell'Unione Europea che hanno coordinato il vertice. I funzionari statunitensi quindi non hanno incontrato fisicamente le loro controparti iraniane.

Obiettivo dell’incontro

L'obiettivo di questo incontro è stato quello di rientrare, da parte degli Stati Uniti, nell’accordo che è stato sottoscritto nel 2015 dall’Amministrazione Obama e dalla quale si è ritirato, invece, Trump nel 2018, e cercare di motivare l'Iran affinché torni a rispettare gli impegni che sono previsti dal Jcpoa.

L’intento del nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, è stato, quindi, quello di voler ricucire i rapporti con l’Iran, rientrando nell’accordo del 2015, che aveva come obiettivo quello di evitare che l’Iran potesse sviluppare delle armi nucleari. Prima però che l’Iran riporti l’arricchimento dell’uranio nei limiti stabiliti dall’accordo, pretende che gli Stati Uniti facciano la prima mossa ritirando le sanzioni economiche, dato che l’Iran fino a quel momento lo aveva sempre rispettato.

Gli eventi che hanno portato l’Iran a non rispettare più l’accordo

Il tutto è iniziato dopo che l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ritirato l’accordo e imposto delle sanzioni all’Iran. Una serie di eventi poi nel corso del tempo hanno portato a situazioni di conflitto.

Infatti, a seguito dell’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani in un raid statunitense, l’Iran ha annunciato che avrebbe ripreso l’arricchimento dell’uranio al 5% quando, invece, l’accordo prevedeva che non si dovesse superare il 3,67%. Ma poi un altro fatto ha portato a quest’escalation: l’uccisione di Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi, direttore del programma nucleare iraniano.

Secondo le autorità iraniane dietro l’uccisione dello scienziato c’era Israele ed è stata richiesta, dall’Iran, la rimozione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti, altrimenti l’Iran avrebbe portato l’arricchimento dell’uranio al 20%, limitando anche l’accesso agli ispettori dell’Aiea, che hanno il compito di monitorare e verificare il rispetto dell’accordo da parte dell’Iran.

Il fatto che l’Iran avrebbe potuto portare l’arricchimento dell’uranio al 20% ha fatto suonare il campanello d’allarme, dato che ne è necessario il 90% per costruire una bomba nucleare.

Dopo questa serie di eventi che hanno visto coinvolti gli Stati Uniti e l’Iran si pensava che si sarebbe potuti arrivare a una escalation delle tensioni e forse anche a uno scontro militare, ma invece è stata preferita la diplomazia.

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