La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato che la decisione sull'eventuale partecipazione dell'Italia a una missione nello Stretto di Hormuz sarà valutata nei prossimi sessanta giorni. L'invio di unità navali italiane avverrà solo dopo un'attenta analisi tecnica e, in ogni caso, previa autorizzazione parlamentare. Queste dichiarazioni sono state rilasciate in conferenza stampa al termine del G7.
Meloni ha specificato che non è ancora certo quando sarà necessaria l'autorizzazione del Parlamento, indicando che il periodo di “sessanta giorni” servirà a “vedere come va” e a “valutare in corsa se e quando partire”.
In questa fase, sarà avviato un lavoro preparatorio con incontri prevalentemente tecnici. L'autorizzazione parlamentare, ha spiegato, verrà richiesta “quando” la missione “sarà qualcosa di realistico”, garantendo un “dibattito adeguato”. Ha tuttavia precisato che “è un po' presto per dire se nei prossimi giorni”, poiché “la cornice non è definita”.
La posizione italiana e il contesto europeo
A Parigi, al termine di un vertice con i leader dell'Unione Europea sulla situazione nello Stretto di Hormuz e la guerra in Iran, Meloni ha ribadito la disponibilità dell'Italia a fornire proprie unità navali. Ha sottolineato che tale impegno è subordinato all'autorizzazione parlamentare, in conformità con le “nostre regole costituzionali”, e si allinea con le missioni Aspides e Atalanta nel quadro della sicurezza internazionale.
Il vertice di Parigi, che ha visto la partecipazione del presidente francese Emmanuel Macron, del cancelliere tedesco Friedrich Merz e del premier britannico Keir Starmer, è stato definito da Meloni “molto produttivo”. Ha evidenziato la prontezza dell'Europa a “fare la sua parte” in uno “sforzo più ampio” contro un ciclo di conflittualità che coinvolge non solo il Medio Oriente ma anche l'Ucraina e altri fronti.
Meloni ha anche menzionato l'impegno italiano per “consolidare il cessate il fuoco in Libano” e la “prospettiva di una ripresa dei negoziati”. Ha rimarcato che la riapertura di Hormuz è cruciale per “qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi in Medio Oriente”, pur riconoscendo altri elementi fondamentali come la rinuncia dell'Iran alla corsa nucleare e la costruzione di un quadro di sicurezza regionale.
L'appello di Macron per lo Stretto
Il presidente francese Emmanuel Macron, al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz all'Eliseo, ha chiesto la “piena riapertura, immediata, incondizionata, a tutte le parti dello Stretto di Hormuz”. Ha sollecitato il ripristino delle condizioni di libero passaggio precedenti al conflitto e il pieno rispetto del diritto marittimo.
Nei prossimi sessanta giorni, gli incontri tecnici valuteranno le condizioni e la fattibilità di una partecipazione italiana. La decisione finale sull'invio di unità navali dipenderà dall'esito di queste analisi e dal quadro internazionale, con la garanzia che ogni eventuale impegno sarà sottoposto al dibattito e alla necessaria autorizzazione del Parlamento italiano.