L'assemblea costitutiva della Nuova Pescara, riunitasi a Pescara il 31 agosto 2026, ha approvato la richiesta di proroga alla Regione Abruzzo. L'obiettivo è completare il complesso percorso di fusione che unirà i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. La decisione è scaturita dal voto sulla relazione predisposta da Fabio Zuccarini, responsabile dell'Ufficio di fusione, la quale ha evidenziato la mancanza delle condizioni tecnico-giuridiche necessarie per concludere il processo nei tempi fissati dalla legge regionale. La palla passa ora alla Regione Abruzzo, chiamata a valutare attentamente la richiesta di differimento tecnico.

L'esito del voto e le persistenti problematiche

La relazione è stata approvata dall'aula con un risultato chiaro: 38 voti favorevoli, 12 contrari e un solo astenuto. Il documento, pur riconoscendo il lavoro svolto dal 2023 e il percorso amministrativo già compiuto, segnala che il processo di fusione non può considerarsi pienamente concluso nelle condizioni attuali. Sebbene siano stati adottati i tre regolamenti fondamentali per il nuovo Comune (contabilità, Consiglio comunale, uffici e servizi), permangono ancora cinque macro-funzioni che continuano a essere gestite autonomamente dai tre enti.

Tra le criticità più rilevanti indicate nella relazione figurano la frammentazione dei contratti e dei modelli di gestione, con un panorama di concessioni che presentano scadenze diverse, distribuite in un arco temporale che va dal 2028 al 2036.

A ciò si aggiunge il disallineamento degli ambiti territoriali, una problematica particolarmente sentita nel settore dei servizi sociali, e la persistente presenza di sistemi informatici e modelli organizzativi profondamente differenti tra i tre Comuni. Il documento sottolinea come tutte queste condizioni incidano direttamente sul tema della continuità amministrativa e sulla fluidità della transizione verso il nuovo ente unificato.

Le proposte avanzate per il futuro della fusione

Per superare le difficoltà riscontrate e garantire una transizione efficace, la relazione approvata dall'assemblea avanza precise proposte. Si suggerisce in particolare il rinvio della nascita del nuovo ente, prevedendo un periodo aggiuntivo necessario per armonizzare le strutture e le procedure.

Viene inoltre indicata la necessità di una regia sovracomunale, con un ruolo di guida affidato alla Regione Abruzzo, e il rafforzamento dell'Ufficio di fusione, considerato strategico per il coordinamento delle attività. Il focus istituzionale si sposta dunque interamente sulla richiesta formale indirizzata alla Regione, alla quale viene fornito un quadro dettagliato delle attività già concluse e delle numerose questioni che restano ancora aperte e da risolvere.

Un altro punto significativo della seduta ha riguardato la bocciatura dell'emendamento presentato da Carlo Costantini, figura nota per essere stata promotrice del referendum del 2014 sulla fusione. L'emendamento proposto da Costantini chiedeva esplicitamente di prendere atto del mancato raggiungimento delle condizioni previste per la fusione e di sollecitare la Regione a esercire,