Antonio Decaro, attuale presidente della Regione Puglia, ha condiviso un significativo messaggio sui social media il 20 settembre 2026, indirizzato direttamente alla presidente Giorgia Meloni. Il post era accompagnato da una fotografia scattata due anni prima, quando Decaro ricopriva l'incarico di sindaco di Bari. L'immagine, particolarmente evocativa, ritrae Decaro nel cortile di una scuola multietnica della città, circondato da bambini gioiosi e intenti nel gioco, un simbolo di integrazione e spensieratezza.
Nel testo che accompagnava la foto, Decaro ha voluto sottolineare una sua personale osservazione sulla dinamica della classe.
Ha affermato di non aver percepito distinzioni tra bambini italiani o stranieri, ma di aver visto unicamente bambini felici. Ha descritto il gioco e la crescita condivisa come un vero e proprio linguaggio comune, capace di superare ogni barriera di provenienza e di unire l'intera classe in un'unica comunità di apprendimento e divertimento.
Il richiamo al ruolo inclusivo della scuola
Il cuore del messaggio di Decaro si concentra sul ruolo fondamentale della scuola come ambiente privo di categorizzazioni o elementi di separazione. Con parole chiare e dirette, Decaro ha scritto: “Nelle scuole nessuno deve sentirsi 'minoranza', nessuno deve sentirsi straniero”. Questo appello è stato rafforzato da un esplicito richiamo ai principi della Costituzione italiana, evidenziando come, tra i banchi di scuola, i bambini debbano essere considerati innanzitutto e soprattutto bambini, indipendentemente dalla loro origine.
La frase conclusiva del post ribadisce con forza questo concetto essenziale: “tra i banchi, i bambini, sono prima di tutto bambini”. La fotografia scattata a Bari, con la sua rappresentazione di una classe composta da alunni di diverse origini, serve a contestualizzare il messaggio di Decaro, presentando la scuola come un luogo di condivisione e crescita collettiva, dove il gioco diventa veicolo di unione e comprensione reciproca.
Il dibattito sulla composizione delle classi
Il post di Decaro si inserisce in un più ampio dibattito politico, acceso dalle recenti dichiarazioni della presidente Meloni riguardo alla presenza di studenti stranieri nelle classi. Nello stesso giorno della pubblicazione del post di Decaro, dal palco di Fenix, la presidente Meloni aveva affrontato il tema del numero massimo di alunni stranieri per classe, sostenendo che i bambini italiani non dovrebbero sentirsi in minoranza.
Ha inoltre collegato il tema della scuola alla questione della frequenza con il viso scoperto, ampliando il raggio della discussione.
Il confronto attuale rimane focalizzato sulla composizione demografica delle classi e sulla rappresentazione della scuola nel dibattito pubblico. Decaro ha scelto di intervenire in questa discussione attraverso un episodio concreto della sua esperienza amministrativa a Bari. Ha utilizzato l'immagine di una scuola cittadina e il ricordo del suo periodo come sindaco per veicolare un messaggio che, pur non indicando specifiche misure organizzative, richiama con forza i valori di inclusione e parità all'interno del sistema educativo.