La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi è intervenuta il 15 settembre 2026 a Roma, all’iniziativa promossa dalla Fondazione Italianieuropei in Campidoglio. La prima cittadina, alla guida di una coalizione di centrosinistra e civici, ha escluso la necessità di un “partito dei sindaci”, indicando invece le città come i veri laboratori dove si affrontano i cambiamenti e le sfide globali.
Nel suo intervento, Ferdinandi ha collegato le esperienze amministrative locali alla possibilità di costruire una solida proposta politica per le forze progressiste e per il centrosinistra.
Il punto centrale è stato: “Dalle nostre esperienze può nascere un'idea concreta di Paese, da condividere e trasformare in una proposta per le forze progressiste e il centrosinistra”. La sindaca ha evidenziato che il campo progressista necessita non solo di un nuovo programma, ma anche di una rinnovata idea di società.
Le città come laboratori politici e amministrativi
Ferdinandi ha elencato i temi comuni che accomunano le città: emergenza abitativa, sanità, nuove povertà, lavoro povero, crisi democratica e solitudine. Ha precisato che le amministrazioni non possono limitarsi a inseguire le emergenze. Nel suo discorso, ha distinto tra bisogni concreti e visione di governo, sostenendo che la sola gestione dell’esistente non basta a guidare le città.
La sindaca ha criticato un modello sociale in cui il mercato organizza la società, la competizione è motore dello sviluppo e l’individuo è l’unico responsabile dei propri successi e fallimenti. A questo quadro ha correlato disuguaglianze, difficoltà del lavoro a garantire condizioni di vita adeguate, l'aumento dell'emergenza abitativa, la solitudine e la paura nelle città.
Diritti effettivi e proposta per il centrosinistra
Vittoria Ferdinandi ha collocato casa, salute, educazione, mobilità e sicurezza tra i diritti che devono restare effettivi. Ha dichiarato: “casa, salute, educazione, mobilità e sicurezza non possono diventare beni accessibili soltanto a chi può permetterseli”. La sindaca ha aggiunto che l'effettività di questi diritti non può dipendere dal Comune di nascita o dalla capacità di spesa di una singola amministrazione.