Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è intervenuto dal palco di Pontida, in provincia di Bergamo, il 20 settembre 2026, durante il tradizionale raduno della Lega. Nel suo discorso, il governatore ha affrontato le critiche ricevute per alcune sue posizioni sul governo, collegandole direttamente alla necessità di difendere gli interessi della Lombardia. Ha inoltre posto il federalismo come punto politico centrale del suo intervento, richiamando l'unità dei militanti con l'affermazione perentoria: “Noi uniti possiamo spostare le montagne.”
Fontana ha spiegato di essere stato accusato di essersi opposto a determinate scelte governative e di aver pronunciato parole che, a detta di alcuni, non avrebbe dovuto dire.
Ha replicato con fermezza, chiarendo di aver espresso esclusivamente ciò che riteneva indispensabile per tutelare la sua regione, senza aggiungere ulteriori motivazioni. Nel prosieguo del suo intervento, ha dichiarato di non voler rimanere in silenzio di fronte a impostazioni che ha definito centraliste, collegando questa sua posizione alla propria identità politica radicata e al tema irrinunciabile dell'autonomia dei territori.
Il richiamo al federalismo e alla tutela dei territori
Approfondendo il rapporto tra il potere centrale e le autonomie locali, Fontana ha ribadito con forza: “Quando sento i discorsi centralisti non sto zitto, io sono nato federalista e voglio il federalismo”. Ha aggiunto che continuerà a esprimere il proprio dissenso e a opporsi a tali scelte, ma ha anche tenuto a precisare di essere il primo a riconoscere il merito quando le decisioni intraprese portano a risultati positivi.
In questo contesto, ha citato esplicitamente Giancarlo Giorgetti, definendo il suo operato eccellente e sottolineando come, per la prima volta, il Paese stia acquisendo una credibilità significativa in Europa.
Il governatore lombardo ha enfaticamente ribadito che le regioni devono essere messe nelle condizioni di decidere autonomamente il proprio futuro. Ha sostenuto con convinzione che la Lombardia, in particolare, è pienamente capace di operare in modo più efficace e performante rispetto a quanto spesso accade a Roma. La direzione politica indicata dal palco è chiara: un percorso verso il federalismo e la costruzione di un partito solidamente organizzato, le cui istanze provengano autenticamente dal basso.
Fontana ha sottolineato la necessità impellente di ridare voce ai territori e di istituire luoghi dove ogni comunità possa liberamente discutere e plasmare il proprio avvenire.
L'eco dal pratone e la visione del partito
Durante l'intervento del presidente Fontana, il pratone di Pontida ha risuonato con cori alternati da parte dei militanti: una sezione del pubblico scandiva con vigore il nome "Matteo", mentre un'altra acclamava "Attilio". Fontana ha concluso il suo discorso rivolgendosi direttamente al popolo della Lega, indicandolo come la vera "stella polare" e il riferimento imprescindibile per l'orientamento e le scelte future del partito.