Silvia Sardone ha ufficialmente lanciato la sua candidatura a sindaco di Milano per il centrodestra, intervenendo dal palco di Pontida il 20 settembre 2026. La vicesegretaria della Lega ha espresso piena disponibilità a misurarsi nelle primarie e a guidare la città, sottolineando la sua costante presenza sul territorio.

Sardone ha proposto le consultazioni interne per la scelta del candidato unitario: “Facciamo le primarie, noi siamo pronti e ci siamo. Sul territorio ci siamo sempre stati. Io sono pronta e noi non corriamo per partecipare ma per vincere”.

Nel suo intervento, ha attaccato la sinistra milanese, i "sindaci comunisti", i centri sociali, i campi rom, l’insicurezza e il degrado. Ha inoltre criticato Beppe Sala, definendolo il peggior sindaco che Milano abbia avuto.

Il sostegno da Pontida e l'appello per Milano

Dal palco di Pontida, Sardone ha ribadito con forza il messaggio: “Milano va liberata, Milano alza la testa da Pontida”, un appello a "riprendere la città" e una rivendicazione del radicamento della Lega. Anche Matteo Salvini, dallo stesso palco, ha enfatizzato la sicurezza, sostenendo la necessità di un sindaco che conosca Milano "casa per casa e quartiere per quartiere".

Salvini ha indicato Silvia Sardone come il profilo ideale, evidenziando la sua profonda conoscenza della città.

Il leader della Lega ha concluso affermando la necessità di "liberare i milanesi dalle sinistre" dopo quindici anni. La disponibilità di Sardone a candidarsi e a partecipare alle primarie del centrodestra per Milano, con l’esplicito appoggio ricevuto a Pontida, è il fatto centrale della giornata.

Il dibattito nel centrodestra milanese

Nei giorni precedenti Pontida, il centrodestra milanese vedeva ancora aperto il confronto per il candidato sindaco. Il 15 settembre 2026, i nomi principali erano tre: Matteo Perego di Cremnago (sostenuto da Forza Italia e gradito anche a Giorgia Meloni), Silvia Sardone (vicesegretaria della Lega, indicata come la figura che Salvini avrebbe rilanciato a Pontida) e Maurizio Lupi (leader di Noi Moderati, appoggiato dal suo partito e da Ignazio La Russa).

La coalizione milanese ha ribadito la parità tra i candidati, senza corsie preferenziali, in attesa della decisione finale dei leader nazionali. All'interno di Forza Italia, sono emerse alcune perplessità su Perego, con alcuni esponenti che avrebbero preferito Giulio Gallera, ritenuto più radicato e profondo conoscitore delle dinamiche cittadine.