Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha aperto il 22 settembre 2026, a New York, i lavori dell’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite presso il Palazzo di Vetro. Il suo intervento ha lanciato un appello ai leader mondiali presenti per affrontare la situazione in Medio Oriente, invitandoli a sfruttare la settimana di alto livello per favorire la de-escalation e il dialogo. Questo discorso è l’ultimo del suo mandato davanti all’Assemblea Generale, in un momento in cui la regione è afflitta da molteplici fronti di conflitto.
Nel suo richiamo, Guterres ha enfatizzato la necessità di una cessazione immediata dei combattimenti, di garantire il passaggio degli aiuti umanitari e di ripristinare pienamente i diritti e le libertà di navigazione, in stretta osservanza del diritto internazionale. Il messaggio rivolto all’aula è stato chiaro: “i combattimenti devono cessare, gli aiuti umanitari devono poter fluire”. Il riferimento alla libertà di navigazione si inserisce in un contesto diplomatico dove le rotte marittime regionali sono tra le questioni più delicate discusse nell’ambito dell’Assemblea.
Il ruolo della settimana di alto livello
La settimana di alto livello dell’Assemblea Generale riunisce a New York capi di Stato, capi di governo, ministri e diplomatici globali.
Guterres ha collegato il ruolo dei leader presenti alla possibilità di sostenere il dialogo e la de-escalation in Medio Oriente, estendendo l’appello a tutti i teatri di conflitto regionali. Il suo discorso ha delineato tre punti operativi: la cessazione delle ostilità, l’assicurazione di un accesso agli aiuti umanitari e il pieno ripristino delle libertà di navigazione, sempre in conformità con il diritto internazionale.
Il contesto mediorientale all'ONU
Il Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite a New York, ospita l’Assemblea Generale in una fase critica in cui le questioni mediorientali sono tra i temi predominanti nell’agenda diplomatica. I riferimenti di Guterres hanno abbracciato l’insieme dei conflitti nell’area, sottolineando la necessità di un messaggio comune da parte di tutti i leader riuniti.
Il richiamo al diritto internazionale accompagna e rafforza la richiesta sulla navigazione, delimitando il contenuto dell’appello alla cessazione delle ostilità e alla protezione dei canali umanitari.