Il 19 settembre 2026, dal palco di Nova a Milano, Riccardo Ricciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, ha delineato con chiarezza la sua visione sul metodo politico che dovrebbe guidare le scelte cruciali. Al centro del suo intervento, l'importanza ineludibile del coinvolgimento delle persone, indicato come criterio fondamentale sia per la stesura del programma politico sia per la delicata e cruciale scelta del leader destinato a guidare la futura coalizione. Ricciardi ha, infatti, evidenziato come il programma del Movimento venga elaborato attraverso il contributo attivo e diretto di donne e uomini, suggerendo che la stessa logica partecipativa debba applicarsi alla nomina della guida politica che rappresenterà la coalizione.
Sottolineando con forza la validità di tale approccio democratico, il capogruppo M5S ha affermato che la consultazione popolare per la decisione sul leader garantirebbe l'assenza di errori, portando a scelte più solide e rappresentative. Ha riassunto questa profonda convinzione con la formula perentoria: “Quando si coinvolge il popolo non si sbaglia mai”. Questo principio, a suo dire, deve informare e plasmare sia la costruzione delle proposte politiche che costituiscono il programma, sia la decisione sul vertice della coalizione, considerata una scelta strategica per il futuro.
Il metodo partecipativo: dal programma alla leadership
Il programma politico rappresenta, per Ricciardi, il punto di partenza e il fulcro del ragionamento del Movimento 5 Stelle.
La sua definizione, come ha spiegato dettagliatamente, è frutto di un processo inclusivo che vede la partecipazione e il contributo di donne e uomini, garantendo una base ampia e condivisa. Da questa prassi consolidata e ritenuta efficace, discende, per Ricciardi, la necessità imprescindibile di estendere il medesimo approccio partecipativo alla scelta del leader della coalizione. La consultazione dei cittadini non è, dunque, presentata come un passaggio separato o accessorio, ma come parte integrante di un unico metodo che lega indissolubilmente la costruzione delle proposte programmatiche alla selezione della guida politica.
Dal medesimo palco di Nova a Milano, Ricciardi ha esteso il concetto di partecipazione popolare anche al contesto del voto di marzo e alla fondamentale difesa della Costituzione.
Nel passaggio conclusivo del suo discorso, ha richiamato l'attenzione sulle persone che, a suo avviso, hanno saputo discernere, ignorando le indicazioni di alcuni organi di stampa legati a figure come Angelucci, e si sono recate alle urne, contribuendo così attivamente a "salvare la Costituzione". Questo significativo riferimento ha sigillato la parte del suo intervento dedicata al legame indissolubile tra scelte politiche consapevoli, coinvolgimento attivo dei cittadini e l'importanza della consultazione elettorale come strumento di democrazia.
Contrasti politici, ruolo dei media e dialogo con i cittadini
Nel prosieguo del suo intervento, Ricciardi ha inserito il tema del coinvolgimento dei cittadini in una riflessione più ampia e critica sulle scelte decisive del Paese.
Ha tracciato un netto contrasto tra la vicinanza del Movimento alle piazze, intese come luogo di ascolto e confronto diretto, e l'abitudine, a suo dire, di leggere editoriali e ascoltare giornali che sarebbero collegati a gruppi economici influenti, citando esplicitamente Angelucci e la famiglia Berlusconi. Ricciardi ha criticato aspramente questa dinamica, sottolineando l'importanza di un dialogo autentico e diretto con la cittadinanza, lontano dalle influenze economiche e mediatiche tradizionali.