Il Consiglio regionale della Liguria, riunitosi a Genova il 29 settembre 2026, ha respinto la richiesta di discutere in aula, nella seduta odierna, la proposta sulle “procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”, in applicazione della sentenza n° 242/19 della Corte Costituzionale. La richiesta della minoranza non ha ottenuto il via libera, con 17 voti contrari espressi dalla maggioranza di centrodestra.
La decisione ha spostato la trattazione del provvedimento dal calendario dei lavori d’aula al lavoro in Commissione.
Il presidente del Consiglio regionale, Balleari, ha indicato il 26 novembre come termine ultimo per l'esame dell'argomento in quella sede. L'aspetto cruciale è il rinvio della discussione consiliare, e non un voto sul merito della proposta.
Il rinvio in Commissione
Il testo, vertente sull’assistenza sanitaria regionale connessa al suicidio medicalmente assistito e richiamante la sentenza n° 242/19 della Corte Costituzionale, avrebbe potuto avviare la discussione in aula il 29 settembre. Tuttavia, il Consiglio regionale ha negato tale possibilità con il voto della maggioranza di centrodestra.
Il rinvio mantiene la questione all'interno dell'iter consiliare regionale. Il 26 novembre è la scadenza per la trattazione in Commissione.
Il presidente Balleari è incaricato di stabilire i tempi per il suo ritorno in aula, a seguito della bocciatura della discussione immediata.
Contesto della proposta
Nei giorni precedenti, l’arrivo del testo in aula era stato anticipato e collegato all’articolo 32 del regolamento regionale. Il consigliere Gianni Pastorino, capogruppo della lista Orlando Presidente e primo firmatario, aveva richiamato tale articolo. Il provvedimento, iniziativa del centrosinistra, godeva del sostegno dell’associazione Luca Coscioni. Un esame in Commissione era già previsto nel percorso, fase a cui il provvedimento è ora demandato.