Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha solennemente commemorato l'eccidio di Marzabotto, ribadendo un monito cruciale per il presente e il futuro: «Ciò che è accaduto può ripetersi». La dichiarazione, diffusa a Roma il 29 settembre 2026, ha richiamato la tragica strage compiuta dalle SS naziste, spalleggiate dai fascisti, e ha collegato quel doloroso ricordo ai valori fondanti della Costituzione italiana. Mattarella ha sottolineato l'imperativa necessità di custodire la civiltà di pace attraverso i pilastri della democrazia, della partecipazione, della cultura della solidarietà e della giustizia.

Nel cuore del suo messaggio, il Capo dello Stato ha evidenziato come le guerre stiano nuovamente travolgendo le regole e gli argini posti a contrastarle, provocando una preoccupante regressione delle intelligenze e di ogni senso di umanità. Il ricordo di Marzabotto, dunque, non è solo una rievocazione storica, ma un monito attuale. Il Presidente ha indicato chiaramente nella storia la prova inconfutabile che la pace duratura si regge esclusivamente su saldi cardini civili e democratici, elementi essenziali per prevenire il ripetersi di tali orrori.

Le radici della Costituzione a Marzabotto

Mattarella ha istituito un profondo legame tra la barbarie dell'eccidio di Marzabotto e la genesi della Costituzione italiana.

Nella sua dichiarazione, ha affermato con forza che i valori emersi da quella tragedia rappresentano «i cardini della nostra Costituzione». Ha aggiunto che la Carta Costituzionale è nata proprio a Marzabotto e in tutti gli altri luoghi dove la dignità dell’uomo è stata brutalmente offesa. Il riferimento si estende a quei contesti in cui il dolore è stato indicibile, e dove la memoria di quanto accaduto continua a vivere e a essere affidata alle donne, agli uomini e alle comunità che, nonostante tutto, sono capaci di generare speranza per il futuro.

Il messaggio presidenziale pone al centro della riflessione il rapporto indissolubile tra la memoria storica, la salvaguardia della dignità umana e il rafforzamento delle istituzioni democratiche.

La dichiarazione di Mattarella, pertanto, trascende il semplice ricordo dell'eccidio, collegando Marzabotto ai fondamenti stessi della Repubblica. Il Presidente ha individuato nella partecipazione, nella solidarietà e nella giustizia gli elementi imprescindibili che devono sostenere e alimentare la civiltà di pace, un obiettivo che richiede impegno costante e consapevolezza storica.

Marzabotto e Monte Sole: un monito per l'Europa

Questa recente dichiarazione si inserisce in un percorso di costante richiamo alla memoria. Già in occasione dell'81° anniversario della strage di Marzabotto, il 29 settembre 2025, il Presidente Mattarella aveva rilasciato una dichiarazione in cui richiamava Marzabotto e Monte Sole come luoghi emblematici.

Lì, aveva sottolineato, la ferocia nazista raggiunse il culmine della propria disumanità, e la guerra si trasformò in sterminio indiscriminato. In quel testo, il Presidente aveva identificato in quei territori le radici profonde della Repubblica, evidenziando come la Costituzione italiana e l'intero progetto europeo fossero nati proprio da quel sangue innocente versato, con l'obiettivo di costruire una nuova civiltà di democrazia e di pace.