Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato il decreto legge sulla scuola, autorizzando contestualmente la presentazione alle Camere del relativo disegno di legge di conversione. Il provvedimento, firmato a Roma il 30 settembre 2026, alle ore 21:11, introduce misure urgenti volte a garantire il regolare avvio dell'anno scolastico 2026/2027. Tra gli obiettivi principali figurano l'accompagnamento delle iniziative legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) di competenza del Ministero dell'Istruzione e del Merito, la promozione dell'integrazione degli studenti stranieri nel contesto scolastico, e interventi specifici in materia di formazione superiore e ricerca.
Il decreto reca l'ampio titolo "Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico 2026/2027, per l'accompagnamento delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di competenza del Ministero dell'istruzione e del merito, per la promozione dell'integrazione degli studenti stranieri nell'ambito scolastico, nonché in materia di formazione superiore e ricerca", evidenziando la sua portata strategica per il sistema educativo nazionale.
Le disposizioni chiave del decreto
Approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 settembre 2026, il decreto introduce misure per il regolare avvio dell'anno scolastico 2026/2027, il completamento degli interventi del PNRR di competenza del Ministero dell'Istruzione e del Merito, l'integrazione degli studenti stranieri e materie relative alla formazione superiore e alla ricerca.
Un focus centrale del provvedimento è la composizione delle classi prime, con effetti a decorrere dall'anno scolastico 2027/2028.
Per la scuola primaria, è stabilito che gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia non potranno superare il 30 per cento del totale degli alunni in ciascuna classe prima. Analogamente, per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, il medesimo limite si applicherà agli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato con esito positivo il sistema scolastico nazionale per almeno tre anni.
Gestione delle classi, supporto linguistico e regole di condotta
Qualora le iscrizioni non consentano il rispetto del limite del 30%, gli uffici scolastici di ambito territoriale dovranno adottare misure organizzative per garantire una distribuzione equilibrata degli studenti tra le istituzioni scolastiche limitrofe, nel rispetto del principio di prossimità al domicilio. Sono inoltre previste risorse specifiche per lo svolgimento di attività extracurricolari dedicate al potenziamento delle competenze di base nella lingua italiana.
Per rafforzare il coinvolgimento delle famiglie nel percorso educativo, le scuole avranno il compito di segnalare ai servizi sociali i casi in cui le difficoltà linguistiche dei genitori stranieri ostacolino una proficua collaborazione con l'istituzione scolastica.
I servizi sociali potranno prevedere per i genitori la frequenza gratuita di corsi di lingua italiana presso i Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti (CPIA), finalizzati al conseguimento almeno del livello A2. La mancata partecipazione a tali corsi, previa diffida e salvi i casi di esenzione, comporterà l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria.
Infine, il provvedimento introduce il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto o con modalità che impediscano il riconoscimento. Questa norma ammette eccezioni solo per specifiche ragioni sanitarie, debitamente certificate, o per motivi strettamente legati alle attività didattiche o formative.