La deputata del Movimento 5 Stelle, Emma Pavanelli, ha annunciato a Perugia un’interrogazione parlamentare urgente al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sulla situazione dello stabilimento Acciai Speciali Terni (Ast). L’iniziativa, presentata il 15 settembre 2026, si concentra sul costo dell’energia, ritenuto cruciale per competitività, continuità produttiva e salvaguardia occupazionale. Pavanelli ha evidenziato come la Regione Umbria abbia “fatto la propria parte” nell’Accordo di programma, attribuendo al Governo nazionale un ritardo nelle misure energetiche.

Nel testo diffuso, la deputata M5S ha illustrato la criticità energetica confrontando i costi tra Italia e altri Paesi europei: circa 128 euro a megawattora in Italia, contro 88 in Spagna, 86 in Germania e 53 in Francia. Questo differenziale rappresenta un onere gravoso per Ast, realtà ad alto consumo energetico, con rischio di fermate dei forni e dell’area a caldo. Pavanelli ha collegato la continuità aziendale alla tutela di migliaia di posti di lavoro, diretti e dell’indotto, con il rischio di esuberi o licenziamenti.

Le richieste al Ministero per Ast

L’interrogazione chiede al ministro Urso tempi certi per rendere operativa la misura sull’energia e quali interventi il Governo intenda adottare per garantire la continuità produttiva dello stabilimento Ast fino al 2029, periodo legato alle concessioni idroelettriche.

La deputata ha rimarcato il lavoro svolto dalla Regione Umbria sull’idroelettrico e sulle procedure autorizzative previste dall’Accordo di programma, distinguendo le competenze.

Il tavolo di confronto del 28 settembre è stato indicato da Pavanelli come un passaggio di fondamentale importanza per il futuro di Ast. La deputata ha auspicato che l’incontro non si riduca a un ulteriore momento interlocutorio, ma che produca risposte concrete e definitive sul costo dell’energia e sulla prospettiva produttiva del sito di Terni, ribadendo: “Ora tocca al Governo” per salvaguardare lo stabilimento e la sua forza lavoro.