Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, esponente di Azione, ha dichiarato che la riforma del Titolo Quinto della Costituzione è da considerarsi ancora incompiuta. Questa affermazione è stata rilasciata a Maratea, in provincia di Potenza, il 26 settembre 2026, in occasione di un'iniziativa promossa dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. L'evento, che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali, era specificamente dedicato al futuro delle assemblee legislative regionali, a 25 anni dall'introduzione della riforma costituzionale che ha modificato il riparto delle competenze tra Stato e Regioni.
Intervenendo nel dibattito incentrato sul Titolo Quinto e sul ruolo cruciale delle Regioni nell'attuale assetto istituzionale, Pittella ha risposto alle domande dei giornalisti. Il presidente dell'Assemblea lucana ha sintetizzato la sua prospettiva con una chiara dichiarazione: “Sono stati fatti passi in avanti, ma definiamo ancora incompiuta la riforma”. Nel corso del suo intervento, ha posto l'accento sulla persistente mancanza di chiarezza nella disciplina delle competenze attribuite sia alle Regioni che allo Stato, identificandola come un nodo centrale che ostacola la piena attuazione della riforma.
Le criticità nel riparto delle competenze
Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata ha richiamato l'attenzione sui numerosi e continui conflitti giurisdizionali che emergono regolarmente a causa di un riparto delle competenze non sufficientemente definito.
Nel quadro delineato da Pittella, la riforma non riesce a delineare con la necessaria nettezza gli ambiti di intervento e le responsabilità dei diversi livelli istituzionali, generando incertezze e sovrapposizioni. A questa problematica si aggiunge il tema delle materie che le Regioni aspirerebbero ad assumere, per le quali Pittella ha evidenziato l'assenza di una adeguata copertura economica su tutte le aree tematiche coinvolte, rendendo di fatto difficile l'esercizio di nuove funzioni.
Tra gli aspetti critici indicati dal presidente dell'Assemblea lucana, rientra anche la mancata definizione dei livelli di prestazione. Pittella ha sottolineato: “E non sono stati stabiliti i livelli di prestazione”.
Questo rilievo si inserisce in una valutazione complessiva della riforma, la quale, a suo giudizio, è ancora priva di alcuni elementi essenziali per la sua piena e armoniosa applicazione. Tale carenza compromette l'equilibrio necessario tra le competenze attribuite, le risorse finanziarie disponibili e la qualità dei servizi che dovrebbero essere garantiti ai cittadini.
La posizione di Pittella sulla riforma
Pittella ha ricordato di aver espresso, fin dall'inizio, un orientamento contrario alla riforma così come concepita. Ha inoltre manifestato seri dubbi sulla reale possibilità che, nelle condizioni attuali e con le criticità evidenziate, la legge possa produrre una ricaduta diretta e tangibile a livello regionale. Nella sua analisi critica, il presidente ha incluso anche un riferimento al Governo, descritto come ancora vincolato, evidenziando ulteriori ostacoli alla piena operatività della riforma.