Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella è al centro di una vasta polemica. La controversia è scaturita dalla diffusione di un video governativo che lo ritrae tra i cadaveri di 23 ribelli delle Farc, uccisi in un'operazione militare del 30 agosto. Pubblicato sui social, il video mostra il mandatario e il ministro della Difesa tra i corpi. Interpretato come celebrazione dell'operativo, ha generato accese critiche sulla forma scelta per comunicare l'esito dell'azione. Bogotá, 7 settembre 2026.
Le critiche della garante per i diritti umani
Iris Marín Ortiz, garante per i diritti umani, ha condannato la gestione comunicativa dell'offensiva. L'operazione militare ha causato l'uccisione di 23 ribelli, sei arresti e il recupero di un minore. Marín Ortiz ha dichiarato: "Non ricordo di aver visto un presidente camminare tra i morti e sentirsene orgoglioso".
La garante ha criticato un portale istituzionale che conteggia i miliziani abbattuti. Ha richiamato il ruolo delle istituzioni di fronte ai gruppi armati, ribadendo: "L'umanità ha imparato che disumanizzare l'avversario finisce per disumanizzare chi esercita il potere".
Etica e comunicazione nell'operazione militare
Il fulcro della polemica risiede nella rappresentazione pubblica dell'offensiva militare.
Il video governativo mostra il capo dello Stato nel luogo in cui sono esposti i corpi dei ribelli Farc uccisi nell'operazione del 30 agosto. La comunicazione dell'azione militare è stata percepita come un tentativo di legittimare l'azione attraverso una dimostrazione di forza che ha superato i limiti della decenza. Marín Ortiz ha ricordato che le istituzioni non devono gareggiare in crudeltà con i gruppi armati. Ha contestato l'uso dei corpi come scenografia per mostrare autorità, collegando la forza statale al rispetto dei limiti costituzionali e umani per un esercizio responsabile del potere.