La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta il 1 settembre 2026 sulla scarcerazione a Torino di un cittadino bengalese di 40 anni, accusato di abusi sessuali su una tredicenne e rimesso in libertà dopo 48 ore. Nel suo messaggio social, Meloni ha collegato il caso al tema della sicurezza, affermando che le norme sono state rese più severe e che forze dell’ordine e Procura hanno svolto il loro dovere, chiedendo la misura più dura.
La premier ha sostenuto che la catena istituzionale ha funzionato fino alla decisione giudiziaria che, a suo dire, l’ha interrotta in quarantotto ore.
Meloni ha ribadito che il governo non può intervenire direttamente, se non con l’invio di ispettori del Ministero, misura già avviata. Rivolgendosi alla famiglia della minore, ha scritto: “Chi lo spiega a quella famiglia?” e ha concluso esprimendo “La mia totale solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia”.
Il caso della scarcerazione a Torino
La vicenda riguarda un uomo di 40 anni, cittadino bengalese, accusato a Torino di violenza sessuale nei confronti di una tredicenne. La scarcerazione è avvenuta circa 48 ore dopo l’arresto. Meloni ha richiamato il procedimento come esempio delle difficoltà nell’applicazione delle misure di sicurezza quando un provvedimento giudiziario dispone la rimessione in libertà dell’indagato, nonostante l'intervento delle forze dell'ordine e la richiesta della Procura.
Dettagli sul caso indicano che l’uomo, commesso in un minimarket, era stato trasferito nel carcere torinese Lorusso e Cutugno. Le accuse riguardano anche un’altra donna adulta, in un arco temporale di 40 minuti. Dopo due notti nel penitenziario, l’indagato è stato rimesso in libertà. La vicenda ha coinvolto il Tribunale di Torino, destinatario dell’invio degli ispettori deciso dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.
L’invio degli ispettori al Tribunale di Torino
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto l’invio di ispettori al Tribunale di Torino, capoluogo piemontese, per acquisire elementi sulla vicenda. La decisione segue la scarcerazione dell’uomo e si inserisce nel quadro delle verifiche ministeriali.