La vicepresidente della Camera e deputata del Partito Democratico, Anna Ascani, ha sollevato una veemente critica nei confronti del ministro Valditara, accusandolo di un "vergognoso accanimento" contro la scuola umbra. La forte contestazione, espressa a Perugia il 16 settembre 2026, verte sull'esclusione della regione Umbria da un cruciale riparto di 19 milioni di euro. Questi fondi sono specificamente destinati a coprire le supplenze temporanee del personale Ata, figure essenziali per gli istituti scolastici, e sono strettamente connesse al processo di dimensionamento scolastico.
Oltre all’Umbria, la decisione ministeriale ha escluso da questo significativo finanziamento anche l’Emilia-Romagna, la Sardegna e la Toscana.
La ferma contestazione politica di Ascani
Nel suo intervento, la deputata Ascani ha definito la scelta del Ministero come un vero e proprio "accanimento" ingiustificato nei confronti del sistema educativo umbro. La critica si fonda sulla presunta motivazione dell'esclusione, che Ascani collega al fatto che le regioni interessate non avrebbero adottato autonomamente i rispettivi piani di dimensionamento della rete scolastica. Tuttavia, Ascani ha energicamente replicato sottolineando come il dimensionamento scolastico in Umbria sia stato comunque attuato e, a suo avviso, imposto dall'alto, senza tenere in debita considerazione le specifiche esigenze manifestate dal territorio regionale.
Il cuore della sua denuncia è stato riassunto con incisività attraverso le parole: “Sottratte risorse per supplenze personale Ata”, evidenziando una privazione diretta di mezzi vitali per le scuole.
La mancata assegnazione di questi fondi, ha proseguito Ascani nella sua nota, sottrae alle scuole fondi considerati necessari per garantire il personale a supporto del piano di dimensionamento. Questa situazione, ha avvertito la deputata dem, mette a rischio il diritto allo studio di bambini e ragazzi. Per tale ragione, Ascani ha rivolto un appello diretto e perentorio al ministro Valditara, chiedendogli di riconsiderare urgentemente la sua posizione e di modificare la decisione. La sua richiesta è stata formulata con estrema chiarezza e determinazione: “Valditara torni indietro e dimostri di essere ministro al servizio di tutta la scuola pubblica”.
Dettagli sul riparto dei fondi per il personale Ata
Il provvedimento ministeriale al centro di questa accesa controversia riguarda uno stanziamento complessivo di 19 milioni di euro. Questi fondi sono specificamente destinati a coprire incarichi temporanei per il personale Ata, in particolare per figure di assistente amministrativo, per l’anno scolastico 2026/2027. Il decreto di riparto è stato ufficialmente annunciato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito dopo la sua firma del 15 settembre 2026. Successivamente, il contenuto del decreto è stato illustrato alle organizzazioni sindacali in sede di informativa. Le risorse stanziate permetteranno di attivare un minimo di 700 incarichi da assistente amministrativo.
Questi fondi sono inizialmente destinati agli Uffici Scolastici Regionali, i quali hanno poi il compito di procedere alla loro distribuzione alle singole scuole situate nei territori che sono stati ammessi al finanziamento.
Come già sottolineato, nel quadro di questo riparto nazionale, le regioni Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna sono state esplicitamente escluse dai beneficiari. È importante ribadire che il finanziamento è specificamente indirizzato a coprire le supplenze temporanee Ata nelle istituzioni scolastiche che sono state interessate dal processo di dimensionamento della rete scolastica.