A Urbino, il 21 settembre 2026, Lorenzo Ugolini, segretario del Partito Democratico cittadino e consigliere comunale di opposizione, ha annunciato la sua assenza alla Commissione consiliare prevista per domani con la ministra dell’Università Anna Maria Bernini. Ugolini, che è anche studente dell’Università di Urbino, ha comunicato che non parteciperà nemmeno alla successiva inaugurazione dello studentato universitario.
La decisione del consigliere è stata presentata come una scelta di protesta contro la profonda crisi che affligge l’università italiana.
Ugolini ha motivato la sua assenza richiamando una serie di problematiche strutturali che caratterizzano il sistema universitario: il cronico sottofinanziamento, la precarietà che affligge numerosi giovani ricercatori, il costante aumento degli affitti nelle città universitarie, l’incremento del costo della vita studentesca e, infine, il preoccupante fenomeno dell’emigrazione giovanile, che vede molti talenti lasciare il Paese.
Le ragioni della protesta del consigliere
Nel motivare la sua scelta, Ugolini ha sottolineato di aver sempre partecipato alle iniziative istituzionali, a prescindere dall'orientamento politico. Tuttavia, ha evidenziato come questa occasione si distingua per il quadro critico che egli attribuisce all'università italiana.
Tra i dati e le questioni sollevate dal consigliere, spicca l'investimento in università e ricerca, che in Italia si attesta a meno dello 0,7% del Prodotto Interno Lordo (PIL), una cifra nettamente inferiore all'1,2% della media europea. Ha inoltre richiamato il dato di oltre 20mila giovani sotto i 35 anni che nel 2023 avrebbero lasciato l’Italia, spinti dalla necessità di trovare migliori opportunità.
Il consigliere comunale ha inoltre contestato alla ministra una frase a lei attribuita in merito alla protesta studentesca: «siete dei poveri comunisti». Ugolini ha collegato la propria assenza alla volontà di non avallare, con la sua presenza alla Commissione e all’inaugurazione, una rappresentazione che, a suo giudizio, tende a celebrare solo gli eventi inaugurali, ignorando la realtà di precarietà, i tagli ai finanziamenti e le prospettive di emigrazione che caratterizzano la vita di molti studenti e ricercatori.
La sua posizione, quindi, si radica nella ferma richiesta di un’università pubblica più forte, accessibile e adeguatamente finanziata.
Il percorso politico di Ugolini a Urbino
Il profilo politico locale di Ugolini era già emerso in precedenza, in particolare il 23 giugno 2026, in occasione della vicenda relativa alla presidenza della Provincia. In quell'occasione, il Partito Democratico di Urbino, guidato dal giovane segretario di 22 anni, aveva preso la decisione di non votare Gambini, manifestando un chiaro dissenso rispetto alle indicazioni provenienti dai livelli pesaresi e provinciali del partito.
Ugolini aveva ricondotto quella posizione a una questione di coerenza politica verso gli iscritti, gli elettori e la comunità locale.
Aveva spiegato che il Pd urbinate era da dodici anni all’opposizione dell’amministrazione Gambini e giudicava insufficiente il suo operato, pertanto non intendeva sostenerlo per mere ragioni tattiche. Il segretario aveva affermato, inoltre, che il partito intendeva proseguire un percorso di rinnovamento, dialogando con le forze di sinistra e civiche per costruire un’alternativa, rifiutando esplicitamente le logiche di potere e le vecchie manovre politiche.