Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha riferito in Consiglio comunale, il 13 ottobre 2026, l'ipotesi di collegare il progetto del crematorio anconetano all’impianto già operativo a Fano, in provincia di Pesaro Urbino. La comunicazione è giunta in risposta alle interrogazioni abbinate presentate dai consiglieri Susanna Dini (Pd) e Carlo Pesaresi (Ancona diamoci del noi). Al centro del confronto vi sono la definizione di una formula societaria con Adriacom e la possibilità di offrire tariffe agevolate ai residenti del Comune di Ancona.
Silvetti ha dettagliato le interlocuzioni in corso: “Stiamo trattando per strutturare la formula migliore che consenta di entrare in società con Adriacom e avere l'impianto di cremazione a Fano, con la possibilità per i residenti del Comune di Ancona di avere tariffe agevolate”.
Il sindaco ha precisato che il contatto con l'amministrazione di Fano è ripreso ad agosto, e il lavoro si concentra sulla strutturazione del servizio e della partnership con Adriacom. Gli obiettivi chiave di questo percorso includono il contenimento dei costi, la realizzazione efficiente del servizio e l'applicazione di tariffe vantaggiose per i cittadini anconetani.
Il percorso dopo Tavernelle e Bolignano
Questa nuova direzione strategica segue l’abbandono di precedenti progetti sul territorio comunale. Inizialmente, il crematorio era stato previsto nel cimitero del quartiere di Tavernelle, ma l’ipotesi è stata ritirata dopo la forte protesta dei residenti. Successivamente, era emersa la possibilità di realizzare l’impianto nella località di Bolignano, anch'essa poi accantonata.
Nelle comunicazioni precedenti sul tema, il sindaco aveva ricostruito il percorso, indicando che ad aprile 2026 il sindaco di Fano aveva proposto l’ingresso in società per realizzare un unico sito per il servizio, destinato al bacino centro-nord della regione (Fano, Pesaro e Ancona).
Nella medesima ricostruzione, è stata indicata una sola ipotesi tecnica emersa a luglio per il territorio anconetano: quella di Bolignano. La soluzione prospettata per la zona delle Saline è stata categoricamente esclusa, con la precisa motivazione che il Comune non disponeva di lotti di proprietà in quell’area, non aveva sviluppato progetti specifici né aveva mai condotto valutazioni approfondite su tale sito. L’unico sito il cui progetto è stato effettivamente modificato nel corso di questo lungo iter è rimasto quello di Tavernelle.
Riguardo alle spese già sostenute per i progetti precedenti, la cifra indicata è di 74.000 euro, smentendo le contestazioni pubbliche che avevano indicato importi superiori e non corrispondenti alla realtà dei fatti.
La discussione in Consiglio comunale ha evidenziato un significativo cambio di rotta nella gestione di un servizio essenziale. L'amministrazione punta ora su una soluzione intercomunale, ritenuta più efficiente e vantaggiosa, per rispondere alle esigenze dei cittadini di Ancona attraverso un accordo strategico con Fano e Adriacom. Il dibattito politico e le interrogazioni dell'opposizione sottolineano l'importanza di definire con chiarezza tutti gli aspetti di questa nuova partnership, dai dettagli societari alle tempistiche di realizzazione e all'effettiva applicazione delle tariffe agevolate, garantendo trasparenza e benefici concreti per la cittadinanza.