Ad Ancona, il 13 ottobre 2026, il sindaco Daniele Silvetti ha quantificato in almeno 30 milioni di euro l’investimento necessario per la riapertura della stazione marittima ferroviaria. Questa importante stima è stata presentata durante una seduta del Consiglio comunale, in risposta alle interrogazioni sollevate dai consiglieri Giacomo Petrelli del Partito Democratico e Francesco Andreani del gruppo Ripartiamo dai giovani. La struttura, strategicamente posizionata in prossimità del centro cittadino, riveste un ruolo cruciale per il ripristino del servizio ferroviario in un’area direttamente collegata al porto, un snodo vitale per la città.
Il sindaco Silvetti ha enfatizzato la natura dell'opera, definendola una "priorità assoluta" sia per l'amministrazione comunale che per la Regione Marche, sottolineando l'impegno congiunto per la sua realizzazione. L'amministrazione attende, entro l’autunno, un quadro tecnico più completo che permetta di individuare con certezza l’unica ipotesi progettuale considerata praticabile. Tra le soluzioni avanzate, un elemento chiave è la proposta di realizzare un tunnel sotto Porta Pia. Questa infrastruttura è ritenuta indispensabile per consentire il transito sicuro dei treni e per superare le complesse criticità tecniche attuali, legate sia all’assetto dei binari esistenti sia alla gestione della viabilità circostante.
Le sfide tecniche e il ruolo di Rfi
Nel corso del dibattito in Consiglio comunale, il sindaco Silvetti ha collegato l’intervento per la riapertura a una serie di complesse operazioni che prevedono lo spostamento di parte della sede dei binari all'interno della sede stradale. L’ipotesi progettuale attualmente in fase di valutazione deve necessariamente superare tre specifiche interferenze, la cui risoluzione è fondamentale per la fattibilità dell'opera. Parallelamente, il superamento di ben tre passaggi a livello presenti nell'area è oggetto di approfondito studio da parte dell'ufficio tecnico di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana). Il sindaco ha inoltre richiamato l'importanza strategica dell'infrastruttura per il pendolarismo costiero, evidenziando le esigenze di mobilità dei cittadini e definendo la chiusura della stazione in passato come un "errore grave" che l'attuale amministrazione intende correggere.
La replica politica alle dichiarazioni del sindaco è giunta da Giacomo Petrelli. Il consigliere del Pd ha espresso una forte contestazione riguardo l’impostazione generale del progetto, sollevando interrogativi significativi. Petrelli ha richiamato l'attenzione sul tempo residuo del mandato amministrativo, ritenuto insufficiente per un'opera di tale portata, e ha messo in discussione l'entità del costo indicato per la realizzazione del tunnel sotto Porta Pia. Il consigliere ha sostenuto con fermezza che, al momento, manchino certezze concrete su costi, tempi e fattibilità tecnica dell'intero intervento, elementi che erano stati il fulcro della sua interrogazione consiliare e che, a suo dire, non hanno trovato risposte esaurienti.
Il percorso avviato per la stazione marittima
Il percorso per la riapertura della Stazione Marittima di Ancona non è una novità recente, essendo stato già presentato il 9 agosto 2026. In quella data, era stato fatto riferimento a tre distinte ipotesi progettuali elaborate da Rfi, la cui presentazione era attesa per il mese di settembre. Tali proposte erano finalizzate specificamente al superamento delle interferenze tecniche che ostacolano la riattivazione del servizio. In quel contesto, erano stati chiaramente indicati la Regione Marche, l'Autorità di Sistema Portuale e il Comune di Ancona come gli enti congiuntamente chiamati a valutare le diverse opzioni e a definire le scelte strategiche e gli investimenti necessari per portare a compimento il progetto di riapertura della stazione.